PALERMO – Quasi 2 mila cumuli di rifiuti solo nell’Ottava circoscrizione, 1.247 rifiuti ingombranti nella Settima, 607 rifiuti Raee nella Terza, 320 inerti nella Seconda, 52 resti di amianto in Settima, 13 siringhe nella Seconda, 95 discariche e 575 sfalci di potatura nella Settima. Eccoli i tristi primati dei rifiuti in città, così come rilevati nel 2015 da Palermo Ambiente. La società di Marcello Capetta ha messo nero su bianco il report delle sue attività dell’anno scorso, consegnandolo in commissione Bilancio, e il quadro che ne esce è tutt’altro che roseo.
“Palermo Ambiente nel 2015 ha controllato 19.537 siti in città per trovare cumuli di rifiuti, ingombranti, inerti, amianto, discariche e sfalci. Il risultato? Appena 648 mila euro di penali per Rap su un contratto da 120 milioni, pagato con la Tari, cioè inefficienze pari allo 0,54% dell’intero servizio. Il che vuol dire che Palermo dovrebbe essere una città pulitissima e Rap una azienda efficientissima: peccato che la realtà dei fatti dica chiaramente che non è così”, attacca il componente della commissione e consigliere comunale del Misto Filippo Occhipinti.
Come scrive la stessa Palermo Ambiente, “nelle circoscrizioni coinvolte dalla raccolta porta a porta, ossia Sesta e Ottava, si registra una cospicua percentuale di cumuli, rispettivamente pari al 31% e al 44%. La caratterizzazione dei rifiuti evidenzia, ancora una volta, l’esigenza di dotare il territorio di un congruo numero di centri comunali di raccolta e la necessità di attuare un servizio di vigilanza e attenzione al citadino”. Andando ai numeri complessivi, le segnalazioni urgenti nel 2015, su 19.537 siti controllati, riguardano 6.391 cumuli di rifiuti, 12.176 ingombranti, 2.692 Raee, 1.472 inerti, 285 resti di amianto, 16 siringhe, 425 discariche e 857 sfalci di potature.
“La verità – spiega il consigliere – è che le penali previste nel contratto Rap sono troppo basse, come più volte ho denunciato, e non fungono da deterrente. Il contratto va rivisto, anche introducendole ex novo per la manutenzione strade. Detto questo, bisogna però dire che Palermo Ambiente costa troppo per quello che fa: 4,5 milioni di euro. Bisogna ripensare gli obiettivi di questa società che con i suoi 70 dipendenti potrebbe essere più utile se diventasse sede degli ispettori ambientali con potere sanzionatorio diretto sia verso i disservizi della Rap, che verso le violazioni dei privati cittadini incivili. Infine una piccola anomalia da correggere: gettare un sacchetto di indifferenziata nella zona del porta a porta comporta una multa da 50 euro, se lo stesso sacchetto viene gettato fuori orario in una zona non servita dal porta a porta la multa è di 163 euro. Bisogna equiparare le due sanzioni”.


