CATANIA – Consiglio dedicato all’Amt stamani. Un incontro, caldeggiato dal consigliere comunale Giuseppe Castiglione, capogruppo di Grande Catania, per affrontare l’importante nodo relativo al trasporto pubblico e allo stato di salute di una delle più grandio aziende cittadine. Un momento di confronto che vedrà partecipare i sindacati, alcuni dei quali profondamente critici sull’operato delle amministrazioni, comunali e regionali.
“Mentre Catania diventa città Metropolitana, assistiamo pietrificati alla lunga e lenta agonia del Comune che s’ incammina verso il dissesto finanziario, annaspando fra mille problemi, trascinandosi dietro anche tutte le partecipate, e con esse, principalmente l’Amt”. Quasi scoraggiati, i rappresentanti di Fast Confsal e Faisa Cisal, Giovanni Lo Schiavo e Aldo Moschella, evidenziano come, nonostante proclami e rassicurazioni, la situazione dell’azienda partecipata del Comune, e con questa il sistema di trasporto pubblico locale, non sia migliorata e come, al contrario, la mancata liquidazione dei crediti, vantati ormai da anni, abbia portato a uno stallo.
Parole, quelle dei sindacalisti, dalle quali trasuda rabbia, nei confronti dell’attuale come della passata gestione, per non essersi opposte al depauperamento del capitale dell’Amt che. negli ultimi 5 anni, ha subito importanti tagli al chilometraggio riconosciuto dalla Regione, perdendo così milioni. Perdita che si è tradotta nella diminuzione delle corse, nella scarsa manutenzione dei mezzi. “Insomma – tuonano i due – nella situazione che conosciamo e che è sotto gli occhi di tutti. L’Azienda Metropolitana Trasporti, rispetto ad altre realtà trasportistiche dislocate sul territorio Siciliano e Nazionale, è stata fortemente penalizzata dal Governo Regionale che nel 2012, in maniera del tutto arbitraria ed illegittima ha predisposto un “doppio taglio” chilometrico del 36% ( 20% + 16%). A causa di questo – continuano – le risorse della Regione sono diminuite da 31,8 milioni di euro a 20, 9 milioni di euro e la corrispondente percorrenza finanziata è scesa da 13,3 milioni di chilometri a 8, 6 milioni di chilometri. Ma come se non bastasse, negli anni successivi, 2014 e 2015, la Regione ha ulteriormente ridotto le risorse finanziarie, rispettivamente del 6% e del 12,5%, e pertanto, la percorrenza finanziata dalla stessa Regione, si attesta per il 2016 agli attuali 6, 9 milioni di chilometri”.
Insomma, per effetto del doppio taglio del 2012, e di altri successivi interventi, l’azienda si è vista ridurre complessivamente nel quadriennio 2012 – 2015 i trasferimenti regionali di ulteriori 18 milioni di euro, “con la conseguenza logica – continuano – che tali minori trasferimenti di risorse sono divenuti parte determinante della condizione di squilibrio finanziario in cui la Società di trasporto catanese è costretta ad operare a scapito della serenità dei dipendenti che vi lavorano e degli utenti”.
Ripongono speranza, seppur lieve, che qualcosa venga definito stamani, in Consiglio comunale, ad esempio il debito di Palazzo degli Elefanti verso la partecipata, di circa 26 milioni. “Come dovrebbe il Comune di Catania poter rimpinguare le casse della propria Partecipata dei circa 26 milioni di euro che ancora gli deve, relativi al 2015, oltre alle somme riguardanti il primo semestre 2016 ?- si chiedono. Ci auguriamo – concludono – che qualche risposta, carte alla mano, si possa avere oggi”.

