PALERMO – Antonio Ferrante, ex presidente del Partito democratico siciliano, sceglie di continuare a fare politica con Progetto civico Italia. Ad annunciarlo è stato lo stesso Ferrante sui propri social network. Ferrante aderisce così al movimento fondato dall’assessore ai Grandi eventi del Comune di Roma, Alessandro Onorato.
Il 12 giugno kermesse di progetto civico a Roma
L’adesione arriva in vista della manifestazione che si terrà il 12 giugno al palacongressi di Roma. Per quel giorno, infatti, arriveranno la segretaria del Pd Elly Schlein, il presidente del M5s Giuseppe Conte e il tandem Angelo Bonelli–Nicola Fratoianni per Avs a celebrare, di fatto, la nascita della quarta gamba del centrosinistra in vista delle elezioni politiche.

Ferrante: “Amministratori e giovani in progetto civico”
Il coordinatore regionale di protetto civico in Sicilia è l’ex deputato nazionale del Pd Carmelo Miceli, che Ferrante ringrazia assieme ad Onorato. “Un progetto che pone al centro amministratori, attivisti e giovani che da sempre sono al centro del mio impegno politico che, da oggi, mi vedrà nuovamente in prima linea”, dice Ferrante.
“Credo fortemente in questo progetto al servizio del quale metterò tutta la mia esperienza di dirigente e attivista perché Progetto civico interpreti per il centrosinistra quel valore aggiunto di idee, programmi ed entusiasmo in grado di restituire fiducia ai tanti elettori che, dopo il referendum, alle ultime amministrative sono tornati a disertare le urne”, dice Ferrante.
“Con l’impegno e la presenza quotidiana in Sicilia e nel resto del Paese – conclude – rappresenteremo quel valore aggiunto in grado di permettere al centrosinistra di ricollegarsi definitivamente con i cittadini in vista dei prossimi appuntamenti elettorali, a partire dalle amministrative di Palermo del prossimo anno”.
L’addio di Ferrante al Partito democratico
Ferrante nell’ottobre 2024 lasciò la presidenza del Partito democratico in polemica con la gestione dei dem in Sicilia. In una lettera diffusa pochi mesi prima del congresso regionale, Ferrante aveva denunciato la situazione di un partito “ombra di sé stesso e lacerato dalle divisioni interne”.

