Sicilia, i candidabili del campo largo

Antoci, Cracolici, Di Paola, La Vardera… Il campo largo e i candidati

Pippo Russo
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Le ipotesi nel centrosinistra

Cominciano a scaldarsi i motori nel centrosinistra siciliano in vista delle elezioni regionali del 2027. Mentre il centrodestra al governo dell’Isola, non esattamente in buona salute, si prepara a difendere la poltrona di presidente della Regione, dall’altra parte emergono le prime tensioni, le candidature e auto-candidature intrise di dubbi sulla reale graniticità della coalizione.

Il quadro si appalesa problematico. Nel Partito Democratico, guidato dal segretario regionale Anthony Barbagallo, gli scontri sono acuti. Ma è soprattutto sulla figura del candidato alla presidenza della Regione che si concentrano gli interrogativi più delicati.

I potenziali candidati

Al momento risultano in campo, tra candidature non rifiutate e auto-candidature, Ismaele La Vardera, fondatore del movimento Controcorrente in forte crescita nei sondaggi, che non sembra intenzionato a recedere, anzi, Nuccio Di Paola, coordinatore del Movimento 5 Stelle e Antonello Cracolici, presenza ricorrente nel panorama politico siciliano.

Potrebbe aggiungersi Giuseppe Antoci, l’ex presidente del Parco dei Nebrodi già nel mirino della criminalità organizzata. Possiamo escluderne nel frattempo altre? No. Intorno al tavolo del centrosinistra, o del campo largo se l’espressione piace, si moltiplicano sigle, partiti e movimenti che cercano di ritagliarsi un ruolo nella futura alleanza.

Tante candidature, ma…

La domanda che aleggia in queste ore è netta: tante candidature, il cui numero sembra inversamente proporzionale al grado di compattezza della coalizione, sono un segno di vitalità democratica o piuttosto la spia di un profondo malessere? In un centrosinistra che fatica a trovare una linea comune l’elevato numero di aspiranti alla guida della Regione potrebbe apparire più il riflesso di personalismi che di un progetto condiviso.

Inutile la solita affermazione di rito sul primato dei contenuti programmatici. Sappiamo bene che le spaccature non riguardano i contenuti, il programma. Magari ci fosse un dibattito serrato sulle idee, su questa o quella visione della Sicilia di domani!

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L’ipotesi primarie

E se non dovesse emergere una sintesi unitaria? L’ipotesi primarie, spesso invocata in questi casi come un salvavita, appare già in crisi. Lungi dal celebrare la coesione raggiunta le primarie, secondo alcuni, rischierebbero di trasformarsi in un ulteriore terreno di scontro amplificando le divisioni e riportando in auge le vecchie manovre della politica siciliana fatta di accordi di palazzo e regolamenti di conti interni.

Nelle prossime settimane si capirà se il cosiddetto campo largo riuscirà a sottoscrivere un messaggio unitario al potenziale elettorato o se, al contrario, i litigi prevarranno ancora una volta, consegnando all’avversario un inaspettato vantaggio prima ancora che la campagna elettorale entri nel vivo.

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