PALERMO – La giunta Orlando vara il piano triennale delle opere pubbliche, uno degli atti propedeutici al bilancio 2016 che quest’anno dovrebbe arrivare prima del solito. La scadenza è fissata al 30 aprile e non dovrebbero esserci deroghe, anche se il piano triennale è solo il primo passaggio di un iter che si annuncia lungo e complesso e che dovrà concludersi in consiglio comunale anche se con qualche piccolo sforamento.
Il piano, presentato dall’assessore Emilio Arcuri, che è anche vice sindaco, verte su manutenzione e riqualificazione e prevede investimenti nel prossimo triennio per 3,5 miliardi di euro di cui 107 milioni per il 2016, 1,1 miliardi per il 2017 e 2,3 per il 2018. Di questi 105 milioni arriveranno da mutui, 313 saranno privati, 836 da fondi regionali, 1,9 miliardi da fondi nazionali, 304 milioni dall’Europa, mentre 1,6 milioni per trasferimento di immobili (tra cui Palazzo Sammartino, vari immobili in via Cassari e nel centro storico).
“Si tratta del primo Programma che si confronta con le nuove norme di contabilità per gli enti locali – spiega Arcuri – al di là dei complessi meccanismi legati alla redazione dei bilanci, questo obbliga di fatto i comuni ad adottare le manovre in tempi ragionevoli. Con questo Piano ribadiamo il nostro impegno sulla scuola, inseriamo il Pon Metro, ci occupiamo della manutenzione complessiva dei canali di maltempo e abbiamo cassato le opere commissariate. La nostra scelta delle manutenzione è di civiltà, senza trascurare le grandi opere su cui siamo stati impegnati come il collettore sud orientale, per il quale eravamo vicinissimi all’appalto, e per le altre opere commissariate per un totale di 65 milioni di euro per le quali eravamo in attesa dell’impegno delle somme da parte della Regione che non è mai avvenuto. Interverremo per la manutenzione degli impianti sportivi, come testimonia l’impegno per il recupero complessivo del Palazzetto dello Sport grazie anche all’intervento del Coni Sicilia. Altro punto importante è quanto faremo sulle grandi infrastrutture inserite e presumibilmente pronte per l’appalto nel 2017. Siamo al lavoro per il completamento della rete tramviaria. Su via Palinuro siamo invece in una condizione paradossale: ci auguriamo che, così come ci è stato anticipato ieri a proposito dell’Apq, la Regione si ravveda e smetta di fare prenotazioni di spesa procedendo agli impegni”.
In totale si tratta di 706 opere (45 nel 2016, 329 nel 2017 e 332 nel 2018): nel 2016, delle 45 opere, 6 saranno rispettivamente nella Prima, Seconda e Quarta circoscrizione, 5 nella Quinta, 3 nella Sesta, 4 nella Settima e una nell’Ottava. Nell’elenco annuale figurano la manutenzione dei canali di maltempo, gli interventi a favore degli asili nido, il Palasport (quasi 3 milioni), il primo stralcio del recupero di Palazzo delle Aquile (9,6 milioni), la riqualificazione energetica delle scuole nell’ambito del Pon Metro, via Palinuro, l’orto botanico, il rifacimento delle caditoie, interventi per la pubblica illuminazione nella costa Sud, l’accordo quadro per il centro storico e interventi vari per l’eliminazione di scarichi fognari e razionalizzazione di fognature in via Messina Marine, via Palmerino, via Ponticello Oneto, via Castellana, via Mango e Atanasio, Borgo Molara.
Capitolo a parte meritano le nuove opere inserite come il milione e mezzo per la manutenzione negli spazi aperti del percorso Unesco, il mezzo milione per i ponti cittadini, quello per la salvaguardia delle pareti rocciose, il Pon Metro, l’accordo quadro per il pronto intervento nel centro storico, 8 milioni per il Palasport e il recupero del verde di Bonagia. E ancora fogne e consolidamento strutturale della viabilità per i Rotoli, la pubblica illuminazione a nord di viale Regione siciliana, il completamento della via Giotto, il parco litoraneo costa Sud (76 milioni), la passeggiata lignea di Barcarello. In totale 126 milioni di euro.
Alcune opere vengono invece cassate: il centro polifunzionale di via Jung perché non idonea ad accogliere i migranti, la fonderia Basile che non è del Comune così come il santuario di Santa Rosalia, così come quelle commissariate.

