Approvato lo schema del Prg| Tram in via Libertà, senza barriere

Approvato lo schema del Prg| Tram in via Libertà, senza barriere

Via i mercatini rionali dalle strade.

PALERMO – Sì al tram, ma senza barriere e laterali o catenarie (ossia i pali) dalla Stazione centrale a villa Adriana, alla fine di viale Strasburgo. E ancora il polo fieristico, aree stabili per i 23 mercatini rionali che saranno tolti dalle strade, stop al consumo di suolo, verde, piste ciclabili e recupero del patrimonio edilizio. Il consiglio comunale di Palermo ha approvato ieri sera, intorno alla mezzanotte, lo schema di massima del nuovo Piano regolatore che dovrebbe così sostituire quello del 1997, immaginando la città del 2025.

In realtà per il piano vero e proprio ci vorrà ancora del tempo: Sala delle Lapidi ha infatti dato il via libera a uno schema di massima con poche e generali indicazioni, sebbene lo schema sia più dettagliato di quanto ci si aspetterebbe. Adesso la palla torna agli uffici che dovranno scendere nei particolari, producendo un piano su scala 1 a 2000: ci potrebbero volere dai tre ai sei mesi e a quel punto il dubbio è se a trattare l’argomento sarà questo o il prossimo consiglio comunale (posto il fatto che comunque dovrà arrivare il benestare regionale). Un dato però è certo: Sala delle Lapidi evita il commissariamento della Regione, che tanti malumori aveva provocato.

L’amministrazione ha inserito le nuove linee del tram, specificando addirittura le vie su cui saranno posati i binari e confermando quanto previsto, ossia via Libertà nonostante le proteste di qualche residente. Il consiglio ha approvato un emendamento che specifica l’assenza di barriere e pali dalla Stazione a viale Strasburgo, anche se questo era in parte previsto; inoltre nei tratti a minore densità abitativa invece ci saranno le barriere, così da far andare il tram più veloce almeno fino a Mondello.

I punti principali sono tanti: dalla scelta di non consumare nuovo suolo (almeno per quanto possibile) alla mobilità dolce finanziata dall’Ue, passando per un nuovo ponte sul fiume Oreto, piste ciclabili e nuove scuole, recupero del verde e dell’acqua. Lo schema di massima prevede 210 nuove aule scolastiche, 29 chilometri di nuove linee di tram, 145 chilometri di piste ciclabili, 1.100 ettari di verde, oltre al recupero di 3 mila alloggi da recuperare per l’emergenza abitativa e il social housing.

Il logo del nuovo Prg presenta l’Oreto e la circonvallazione, oltre agli storici corso Vittorio Emanuele e via Maqueda. Ci saranno 45 chilometri in più di piste ciclabili, da realizzare preferibilmente accanto alle altre infrastrutture di mobilità dolce. Le due ruote potranno percorrere anche il ponte sull’Oreto che collegherà il Policlinico a Falsomiele. Saranno creati nuovi parchi, rivalutando il verde esistente: 11mila ettari, tra cui anche fondo Luparello. Il Comune ha predisposto anche il piano geologico e quello agroforestale. All’inizio della circonvallazione verrà costruita una rotonda sopraelevata, visto che sotto passerà la Mal che ha a monte la stazione. Tremila gli alloggi da ricavare attraverso il recupero dell’esistente, tra cui annoverare anche le caserme in disuso. Confermata l’idea di un collegamento marittimo che da Sferracavallo tocchi Mondello, il porto centrale, Acquasanta e Bandita e che, nelle intenzioni dell’Amat, dovrebbe arrivare fino a Terrasini e quindi a Punta Raisi. Su viale Regione Siciliana, serviranno 200 milioni di euro per completarla, con l’eliminazione di tutti gli incroci e i semafori. Sono previsti 7 sovrappassi e la rotonda di via Perpignano. Secondo alcuni studi, solo il 10% del traffico di viale Regione è costituito da chi usa la città come attraversamento dell’asse Messina-Trapani: il resto è traffico interno. L’obiettivo è quindi quello di decongestionare, potenziando anche la mobilità dolce. Cassata del tutto l’idea della nuova tangenziale, bocciata anche dall’Anas.

In totale, l’atto ha ricevuto 22 sì, 1 no e 10 sono risultati astenuti. Spaccatura nel Pd che vota in ordine sparso: due favorevoli, un contrario, gli altri astenuti.

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LE REAZIONI

“Un’altra conferma del cambio culturale che si sta realizzando nel settore strategico della pianificazione urbanistica – ha dichiarato il sindaco Leoluca Orlando – e di una nuova visione di città che punta a rigenerare, a fare nuove le cose e non a fare cose nuove. Uno strumento che getta le basi della Palermo di domani, – ha continuato il primo cittadino – una città vivibile che si ispira alla filosofia delle blue e delle green way, con grande attenzione per la rinascita e la riscoperta della costa, la depurazione del mare, la mobilità sostenibile, il recupero del patrimonio edilizio esistente e la valorizzazione delle tante aree verdi. Un modello di sviluppo sostenibile – ha concluso Orlando – che mira a raggiungere pochi, ma significativi obiettivi: valorizzazione dell’ambiente naturale, zero uso di nuovo suolo, rigenerazione urbana, potenziamento della qualità dei servizi, incremento della mobilità sostenibile e dolce, miglioramento dell’accessibilità”.

“Porgo i miei ringraziamenti alla Commissione urbanistica, al Consiglio comunale e all’Ufficio pianificazione urbana del Comune – ha dichiarato l’assessore al ramo, Giuseppe Gini – che si sono adoperati per realizzare questo importante traguardo. Mi piace definirlo un grande piano di manutenzione straordinaria – ha continuato – che ha lo scopo di migliorare la qualità della vita di Palermo, riappropriandosi di due cose fondamentali, il verde e il rapporto con il mare. In realtà, non è altro che l’inizio del percorso che svilupperemo nei prossimi mesi per poter inviare, entro febbraio, il nuovo Prg al Genio civile e, poi nuovamente, all’approvazione del Consiglio comunale”.

“E’ stato fatto un ottimo lavoro, riconosciuto da tutte le componenti politiche al di là del voto espresso – ha detto Alberto Mangano, consigliere comunale e presidente delle Commissione urbanistica del Comune – E’ un passaggio importante perchè prefigura un piano regolatore che mette al centro la salvaguardia del ‘capitale’ territorio nelle sue valenze ambientali, naturalistiche, storiche e culturali, insieme a un’idea di città in cui nuovi servizi e infrastrutture possano offrire ai cittadini una migliore qualità della vita urbana. Il Consiglio – ha continuato Mangano – ha mostrato un alto livello di responsabilità e ha impedito con questo voto il commissariamento da parte della Regione, che è apparso come un atto di intimidazione politica nei confronti dell’Amministrazione della città. Per Palermo si apre una prospettiva di crescita qualitativa – ha concluso il consigliere – che, insieme alla riconosciuta ricchezza culturale, può farne un esempio per il Paese”.

“Quello approvato è uno schema di massima a 10 mila – dice Giulio Tantillo di Fi – che gli uffici sono tenuti a considerare nel redigendo Prg. Abbiamo migliorato l’atto con alcuni emendamenti che hanno dato voce ai cittadini, soprattutto sulla mobilità. Grazie a noi via Roma, via Libertà e viale Strasburgo avranno un tram meno invasivo, senza barriere e catenarie, aperto alla libera fruizione dei cittadini che allinea Palermo alle altre città europee. Abbiamo ottenuto inoltre un grande successo togliendo tutti i mercatini dalla sede stradale e collocandoli in aree attrezzate con parcheggi e servizi. La Fiera sarà un polo culturale e turistico, aperto alla città abbattendo il muro di cinta e integrando lo spazio Fiera all’interno della città. Altra proposta accettata è la ricerca dell’area per un centro congressi che i palermitani attendono da troppi anni”.

“L’approvazione dello schema di massima del Piano Regolatore Generale, così come proposta dalla Giunta comunale, getta le basi di una nuova Palermo che va nella direzione della sostenibilità, puntando sulla intermodalità dei trasporti pubblici collettivi, su una maggiore fruibilità alternativa della città ottocentesca”. Lo dichiara in una nota Vincenzo Fumetta, segretario provinciale di Rifondazione Comunista Palermo. “Inoltre il nostro partito è particolarmente soddisfatto da questa approvazione – conclude Fumetta – perché è stato rispettato un punto preciso del nostro programma elettorale e cioè il consumo zero di suolo che blocca qualsiasi tentativo di speculazione edilizia a danno di tutti i palermitani”.

“E’ stato fatto un ottimo lavoro dagli uffici e dall’assessore Gini, come riconosciuto da tutte le forze politiche – dice il consigliere Idv Paolo Caracausi – con alcuni emendamenti e ordini del giorno abbiamo tentato di migliorare l’atto che prefigura un Piano regolatore che salvaguarda il territorio, l’ambiente e le realtà naturalistiche, storiche e culturali, prevedendo nuovi servizi e infrastrutture che offrano ai cittadini una migliore qualità della vita. Il consiglio con il voto di ieri sera ha evitato il commissariamento da parte della Regione che voleva di fatto esautorare l’amministrazione. Ciascuno ha dato il proprio contributo con ordini del giorno ed emendamenti per disegnare la città del futuro; tra questi uno mi vede primo firmatario e prevede di realizzare nuove strade di accesso alla città da sud/est e l’eliminazione di tutti i tappi per migliorare la viabilità. Importante anche l’emendamento predisposto per la localizzazione di aree pubbliche e private per i mercatini rionali, per tentare di risolvere un problema atavico che crea non pochi problemi a residenti e automobilisti. Adesso si dovrà fare un ulteriore passo in avanti e scendere nel particolare, in scala 1:2000. Per Palermo si apre una prospettiva di crescita qualitativa”.

“Lo schema di massima del Piano regolatore generale, approvato dal consiglio comunale di Palermo, è pessimo: manca una prospettiva per la città del futuro, mancano linee strategiche di sviluppo, politiche industriali e tutto quello che servirebbe per rendere Palermo una grande metropoli europea. Un atto buono solo per la campagna elettorale del sindaco e per questo, da solo, ho votato convintamente no a questo schema”. Lo dice il consigliere comunale del Pd di Palermo Salvo Alotta.

Il vice presidente di Ance Palermo con delega all’Urbanistica Fabio Florio, interviene sull’approvazione dello schema di massima del nuovo piano regolatore generale approvato dal Consiglio comunale di Palermo. “Perché il Prg diventi operativo – dice Florio – ci vorranno anni. Mentre si lavora allo strumento urbanistico, sarebbe utile mettere subito in campo anche strumenti più snelli ed efficaci per lo sviluppo della città, che si muovano sempre nella direzione della riqualificazione dell’esistente senza nuovo consumo di suolo, anche usufruendo delle nuove possibilità offerte dal Testo Unico per l’Edilizia che è stato recepito in Sicilia. Nelle aree industriali dismesse, ad esempio, dove prima bisognava fare una variante con tempi lunghissimi – spiega il vice presidente – oggi si può presentare un progetto in deroga, snellendo di gran lunga i tempi. Inoltre sarebbe auspicabile – conclude Florio – vedere azioni concrete che riguardino anche la provincia di Palermo compresa nell’Area Metropolitana”.

“Esprimo piena soddisfazione per l’approvazione dello Schema di Massima del nuovo Piano Regolatore di Palermo, che ho votato favorevolmente – dice Loris Sanlorenzo del Pd – Il piano adottato nel 1997 mi vide tra i più entusiasti sostenitori in Consiglio. Quel piano venne poi stravolto dalla Regione Siciliana e dal successivo decennio di governo cittadino da parte del centro destra. L’atto approvato ieri notte è contemporaneamente un risarcimento nei confronti della città e la riaffermazione dei valori importanti che ne furono la genesi venti anni fa, coniugati con le nuove necessità nel frattempo emerse specie in merito alla mobilità e allo sviluppo della costa est”.

“Lo Schema di massima del Piano Regolatore proposto dall’Amministrazione, pur essendo un lavoro apprezzabile, innanzitutto per l’encomiabile ed appassionato lavoro portato avanti esclusivamente da dipendenti comunali (Ingegneri, architetti, geologi e geometri) e per le finalità e i contenuti a cui si ispira (tutela e salvaguardia del patrimonio ambientale, architettonico e monumentale, rigenerazione ambientale), è ancora privo di una visione strategica, ampia e innovativa,che non si rileva con la dovuta chiarezza nelle tavole dello Schema di Massima del nuovo Prg – dice Rosario Filoramo del Pd – In particolare lo schema non sembra tenere conto in termini fattuali delle opportunità innovative che riguardano Palermo, pur essendo enunciate nei documenti descrittivi. La città capoluogo di un sistema metropolitano di nuova generazione deve favorire le funzioni di portale di flussi (materiali e immateriali, di beni, persone e servizi) che connette alle reti corte regionali le risorse che percorrono quelle lunghe nazionali e internazionali. Deve anche essere un acceleratore di innovazione, formazione e ricerca e un incubatore urbano di imprese attraverso la presenza di servizi di clustering. Infine, deve generare un sistema insediativo policentrico che rigeneri i cicli di vita della città, delle sue infrastrutture e servizi, e del paesaggio Il nostro voto di astensione ha il significato di apprezzamento per il lavoro svolto, ma anche la preoccupazione per scelte non pienamente condivisibili, frutto di chiusure nei confronti della società palermitana . Il Piano Regolatore Palermo 2025 dovrà essere il piano di tutta la città, ecco perché continueremo il nostro impegno di ascolto della città e di proposta e vigilanza nei confronti dell’Amministrazione Comunale. Al fine di colmare tali lacune,ma con lo spirito di partecipare attivamente alla fase di ascolto dei bisogni della città ed elaborazione delle proposte avanzate dal mondo scientifico , imprenditoriale e ambientalistico, abbiamo avanzato proposte migliorative allo schema di massima in grande parte accolte positivamente dal voto d’aula. Tuttavia, rimaniamo perplessi, per alcune scelte inspiegabili e contraddittorie, scelte di piccole frange dei Consiglieri Orlandiani, forse mal consigliati da chi ritiene più utile il dialogo col centrodestra e lo sguardo volto verso il passato, (vedi realizzazione di parcheggi di dubbia utilità per localizzazione ma anche per l’incerta e contrastata proprietà). Non abbiamo condiviso inoltre l’affrettata approvazione dell’emendamento relativo all’individuazione delle nuove tratte di linee di tram, consapevoli che tale scelta meriti ancora una più attenta valutazione delle metodologie da utilizzare e delle tratte da collegare e attraversare. Il nostro non è un no al tram, ma l’invito a considerare con più approfondita analisi la ricaduta di tali scelte e ad ascoltare la città”.

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