PALERMO – Gaetano Armao si avvale della facoltà di non rispondere, ma rende dichiarazioni spontanee. Gli avvocati Giovanni Rizzuti e Valerio Galassetti presentano una memoria per contestare la ricostruzione della Procura.
La scelta è dettata dal fatto che, dicono, non sono ancora a conoscenza di tutto il materiale investigativo. Il riferimento è al contenuto dei supporti informatici. L’ex vicepresidente della Regione, indagato per corruzione, ha lasciato il palazzo di giustizia senza rilasciare dichiarazioni. A parlare è il suo legale.
“Armao ha respinto le accuse dichiarandosi estraneo a ogni fatto – spiega l’avvocato Giovanni Rizzuti al termine dell’interrogatorio preventivo durato circa tre ore -, la difesa ha argomentato tecnicamente tanto sui gravi indizi di colpevolezza quanto sulle esigenze cautelari ritenendo che non vi siano presupposti per accogliere la richiesta di custodia cautelare. Sul tema delle intercettazioni qualche frase non sembrerebbe fedele alla trascrizione e ci sono anche questioni di inutilizzabilità”.
Sui soldi che secondo la Procura erano mazzette Rizzuti spiega: “Sono stati dei prestiti di Matta ad Armao in determinati momenti in cui c’era necessità di ottemperare alcune scadenze e altri soldi provenienti da incarichi professionali comuni”.
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Armao ha consegnato una memoria documentale da cui emergerebbe la tracciabilità dei pagamenti e anche i nomi dei clienti a cui si riferirebbero le parcelle.
Al termine dell’interrogatorio i pubblici ministeri hanno ribadito la richiesta di custodia cautelare in carcere. L’ultima parola spetta al giudice per le indagini preliminari Giuseppa Zampino. La decisione è attesa nei prossimi giorni. Con quello di Armao si è chiuso il giro di interrogatori preventivi di tutti gli indagati.




