PALERMO – La situazione di stallo che attanaglia l’aula dell’assemblea regionale siciliana finisce sotto la lente d’ingrandimento del presidente della Regione, Renato Schifani. Martedì mattina a Palazzo d’Orleans Schifani farà il punto, con i capigruppo di maggioranza e i presidenti delle commissioni legislative dell’Ars, sull’attività svolta finora. Due le priorità: il disegno di legge che riporterà in vita le province con tanto di elezione diretta e una manovra correttiva per mettere una pezza dopo l’impugnativa di svariati articoli della Finanziaria da parte del governo centrale.
Pellegrino: “Grande attenzione da parte di Schifani”
Un tasto dolente evidenziato nei giorni scorsi dal presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno, che ha palesato il proprio disappunto nei confronti delle assenze collezionate dai deputati di maggioranza. Parole che, tra le righe, si possono leggere come una velata critica nei confronti del governo. In attesa del vertice, le voci dei capigruppo dei due partiti principali della maggioranza sono, in effetti, in parte discordanti. “Dopo l’incontro svolto a marzo, il presidente Schifani ha correttamente sentito l’esigenza di confermare quel percorso di confronto e condivisione con la coalizione e con i gruppi parlamentari che era stato deciso”, spiega a Live Sicilia il capogruppo di Forza Italia, Stefano Pellegrino. “È un segno di grande attenzione e rispetto per il ruolo dell’assemblea regionale siciliana e servirà a stabilire insieme il percorso delle riforme alle quali la Giunta di governo e tutta la maggioranza stanno lavorando. Come sempre, Forza Italia si proporrà come elemento di raccordo e coesione per tutta la coalizione con le proprie proposte e idee e con il ruolo del proprio gruppo parlamentare”, dice sottolineando il ruolo di perno della coalizione del proprio partito.
Assenza: “Anche il governo deve fare la sua parte”
Il capogruppo di Fratelli d’Italia, Giorgio Assenza si mostra più critico nei confronti dell’esecutivo e ci tiene a mettere i puntini sulle i. “Le commissioni sono piene di disegni di legge presentati. Credo che ne avrò presentati personalmente quasi cento, ottanta sicuramente. Il problema è che le leggi vengono affidate alle Commissioni dalla Presidenza ma, evidentemente, per essere istruiti molti ddl, che prevedono anche un minimo di copertura finanziaria, richiedonono affinchè si proceda al loro esame una scheda contabile e la necessaria copertura che deve fornire il governo”, sottolinea a Live Sicilia. “Le nome per essere trattate prima di arrivare al passaggio in Commissione Bilancio necessitano di un minimo di copertura”, insiste. “Per quanto riguarda i disegni di legge ritenuti prioritari dal governo invece si aspetta il disegno governativo. Il ripristino delle province ad esempio è un falso problema perché, fino a quando non viene abrogata formalmente la legge Delrio, non possiamo procedere a meno che non ci vogliamo prendere in giro”, spiega Assenza. “Dobbiamo, piuttosto, dire che quando sono passati al vaglio dell’assemblea ddl, come quello dell’approvazione dei debiti fuori bilancio, in aula non c’erano i numeri della maggioranza”, dice Assenza sulla falsa riga delle parole del presidente Galvagno (suo collega e compagno di partito). Poi difende i suoi. “Devo dire che ai miei non posso rimproverare nulla perché siamo il gruppo più presente in aula, siamo sempre tutti presenti e se c’è qualche assenza è sporadica e contingente, cose che possono sempre capitare ai singoli deputati”.
De Luca (M5S): “Schifani farà la solita ramanzina”
Sferzanti le parole del capogruppo del Movimento Cinquestelle Antonio De Luca a commento dell’iniziativa di Schifani. “Finalmente Schifani si ricorda che esiste il Parlamento siciliano. Meglio tardi che mai. Chissà che prima della fine della legislatura non trovi anche il tempo e la voglia di fare arrivare a palazzo dei Normanni qualche riforma utile ai siciliani, che finora si sono accorti della sua presenza nell’isola soltanto per la discutibile campagna acquisti di politici, per l’odiosa e traditrice firma sul ddl Calderoli sull’autonomia differenziata che rischia dimettere la pietra tombale sul futuro della Sicilia, per le tante leggi impugnate e, da ultimo, per la chiusura della cardio-chirurgia pediatrica di Taormina”, argomenta ai microfoni di Live Sicilia. “Adesso farà la solita ramanzina, minaccerà rimpasti e stravolgimenti in giunta, sperando di poter ingannare i siciliani. Purtroppo per lui però i risultati parlano da soli e sono molto più eloquenti delle sue parole”, aggiunge De Luca. Insomma, i commenti della vigilia fanno presagire che le polemiche sulla produttività del governo e dell’aula sono pronte a riesplodere.
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