PALERMO – Nella giornata di ieri all’Ars è stata approvata la norma che equipara la Sicilia al resto d’Italia rispetto alla soglia del 40% di rappresentanza di genere nelle giunte nei Comuni con oltre 3 mila abitanti, ma restano da votare una decina di articoli, tra queste la norma sul consigliere supplente e quella sul terzo mandato per i sindaci di Comuni fino a 15 mila abitanti.
Le opposizioni, durante i lavori d’Aula, hanno protestato per l’assenza del governo. I banchi riservati agli assessori sono rimasti vuoti per gran parte del tempo, fino a quando è arrivato il vice presidente della Regione Luca Sammartino che è stato impegnato in una call con la protezione civile sui danni del maltempo.
Per il rinvio protesta la deputata del M5S Roberta Schillaci: “Ancora un rinvio sul ddl enti locali per giochi d’aula e veti incrociati. Ci vorrà ancora una settimana per il voto definitivo alle norme di riordino dei comuni che prevedono anche la presenza di genere al 40% nelle giunte cittadine. Abbiamo fatto una battaglia che già ha messo al sicuro la norma, dobbiamo attendere il varo degli ultimi articoli del ddl, tra cui quello che prevede il tagliando antifrode per le elezioni amministrative”, ha dichiarato.
“Su questa norma – ha aggiunto mi sono spesa direttamente affinché le elezioni non siano condizionate da brogli e dal metodo cosiddetto della “scheda ballerina. Serve ora un ultimo sforzo per varare le norme attese dagli amministratori comunale, su cui il parlamento regionale lavora da due anni”.

