Catania

Ars, se la norma “salva-ineleggibili” scuote la politica catanese

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29 Novembre 2023, 18:26

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CATANIA – La parola d’ordine è impedire che la cosiddetta norma “salva-ineleggibili” possa tornare al vaglio dei deputati regionali, impegnati a Sala d’Ercole per il voto del bilancio consolidato 2022 (approvato oggi pomeriggio). Magari con un blitz. Uno strumento che dovrebbe preservare il seggio ai parlamentari di FdI Dario Daidone (eletto nel collegio etneo), Nicola Catania e Giuseppe Catania (e riguarderebbe solo parzialmente – a quanto chiariscono le fonti – la posizione di Davide Vasta, attuale sindaco di Riposto).

Le polemiche

Il 13 novembre scorso, la notizia che fosse in cantiere una norma di carattere retroattivo per neutralizzare i tanti ricorsi presentati all’indomani della proclamazione degli eletti all’Ars aveva suscitato uno sciame di polemiche, tanto da essere ritirata. Per poi riaffiorare in secondo momento, ma senza esito positivo.

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Santo Primavera

Nulla esclude che ci possa essere un terzo atto, sebbene l’attenzione di una parte dell’Assemblea resti alta. Si dice indignato Santo Primavera, candidato alle scorse regionali con ScN e titolare di un doppio ricorso circa ineleggibilità di Davide Vasta e Salvo Giuffrida (primo dei non eletti e a sua volta titolare di ricorso). Eccolo: “I ripetuti tentativi perpetrati all’Ars ai fini di condonare conclamate e chiare posizioni di ineleggibilità sub iudice, nonché metodi di scambio e condizionamento che sfiorano la corruzione politica in sede di espressione di voto legislativo, inducono a pensare che ormai si tratti di materia avente rilevanza penale”, ha detto. “Denuncerò in ogni sede tale andazzo che infanga l’autorevolezza del Parlamento siciliano”, ha concluso.

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29 Novembre 2023, 18:26

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