Ci sono 21 milioni per gli asili in Sicilia. Ma i Comuni non li possono spendere perché la Regione non ha ancora emanato una direttiva con gli atti di indirizzo sul come impiegare questi fondi. Lo denuncia la Fism Sicilia, associazione di categoria delle scuole materne.
I fondi sono quelli per il “Sistema integrato di educazione e istruzione 0/6 anni”. Un decreto legislativo del 2017 si proponeva di ridurre gli svantaggi e le discriminazioni tra bambini nell’ambito dello stesso territorio o in territori diversi. L’accesso al nido nell’Isola è bassissimo ed è consentito solo a una strettissima minoranza. “In Sicilia siamo circa al 6% con oltre 100 mila bambini della fascia 0/3 anni senza un posto al nido”, dice Dario Cangialosi, presidente della Fism siciliana. “ La spesa per i servizi educativi esistenti è molto elevata e spesso ricade quasi totalmente sulle famiglie – prosegue Cangialosi -. Per arrivare agli obiettivi di Lisbona per l’infanzia (33% posti nido) dovremmo costruire 9.064 nuove sezioni con un fabbisogno di 2,2 miliardi di euro”. Servono molti soldi, insomma. Il decreto del 2017 stanziava delle somme da destinare ai Comuni. Per l’annualità 2018, riferisce la Fism, era stata assegnata ai 385 Comuni siciliani la somma di 21.055.758 euro. Ma “nessun intervento è stato posto in essere dai Comuni perché da parecchi mesi si attende la direttiva interassessoriale (Assessorato Istruzione e Assessorato Famiglia) contenente la programmazione e gli atti d’indirizzo sull’utilizzo dei fondi nazionali”, denuncia Cangialosi.
Dalla Regione si apprende che i tempi per sbloccare la pratica dovrebbero essere stretti. Roberto Lagalla, assessore regionale all’Istruzione spiega: “L’assessorato all’Istruzione insieme all’assessorato alla Famiglia, durante gli scorsi mesi, hanno lavorato sinergicamente al piano 0-6 anni nell’ambito di una cabina di regia inter-assessoriale. L’assessorato all’Istruzione, per quanto di sua competenza, ha predisposto il testo riferito al segmento 3-6 anni, licenziandolo lo scorso 24 marzo; lo stesso sta facendo, proprio in queste ore, il dipartimento della Famiglia purtroppo con inevitabili ritardi causati del cambio al vertice dell’assessorato. Siamo quindi lavorando per pubblicare quanto prima la direttiva inter-assessoriale per la scuola 0-6 anni”.
Si attende dunque il via libera dall’assessorato alla Famiglia, visto che la parte di competenza dell’Istruzione è già esitata. Poi, finalmente toccherà ai Comuni. Intanto, i 21 milioni stanno lì, in attesa, nella Sicilia dove l’asilo è un miraggio.
Aggiornamento 21:50
Dall’assessorato alla Famiglia guidato da Antonio Scavone si apprende in serata che il documento è ormai pronto. E che si è arrivati alla giornata di ieri perché prima l’assessorato ha richiesto delle modifiche migliorative alla bozza, arrivate appunto nella giornata di ieri. In particolare si è provveduto a far sì che le risorse possano essere utilizzate anche dai Comuni in dissesto finanziario o in pre-dissesto. Si è anche intervenuto per assicurare un coordinamento pedagogico territoriale con la previsione di un sostegno alle spese per il personale addetto a bambini con disabilità. Gli undici milioni destinati agli asili nido vengono riservati esclusivamente al pubblico attraverso le strutture dei Comuni.
Dichiara l’assessore Scavone: “Il provvedimento è stato adottato e trasmesso agli Uffici competenti. Voglio aggiungere però che, a prescindere dai cambi di vertice del dipartimento e della mia recente nomina, abbiamo ritenuto necessario correggere alcune anomalie tecniche che erano state ravvisate nella bozza di provvedimento trovata all’atto del mio insediamento. Anomalie che, se non corrette , avrebbero comportato le stesse difficoltà avute nei programmi precedenti come per esempio quella della rendicontazione da parte dei comuni o quella della armonizzazione delle linee di finanziamento statale e regionale senza la quale rischiavamo una duplicazione di interventi e la perdita di risorse finanziarie. Siamo intervenuti per correggere queste anomalie ma fondamentalmente per inserire alcuni obiettivi , dapprima non previsti e per noi prioritari, come quello del potenziamento del personale pedagogico e di assistenza rivolto ai minori portatori di handicap, quello di un aiuto ai comuni in dissesto per evitare l’aumento delle rette, costo che sarebbe ricaduto nei confronti delle famiglie, e inoltre l’autorizzazione ai comuni a spendere i residui dei finanziamenti del 2017 evitando cosi di perdere risorse in un settore così importante. Qualche settimana in più dunque ma certamente un provvedimento che abbiamo ottimizzato e indirizzato ai bisogni delle famiglie. La politica che questo governo regionale vuole portare avanti è avviare un percorso che colmi il gap negativo di asili nido pubblici presente oggi nella nostra regione”.


