PALERMO – La giunta Orlando assegna i campi Malvagno della Favorita alla federazione di rugby, ma scoppia la polemica con le opposizioni che chiedono si faccia luce sul perché siano state ignorate le richieste di altre società. Il nuovo caso che investe lo sport cittadino riguarda alcuni campi ormai da tempo in disuso che, grazie a una nuova normativa, sono stati assegnati direttamente alle società rugbistiche cittadine che per nove anni non pagheranno alcun canone, investendo in cambio 40 mila euro per la realizzazione di alcuni interventi straordinari che renderanno l’area nuovamente fruibile.
Una delibera dello scorso 9 maggio annunciata in pompa magna dal sindaco Leoluca Orlando e dell’assessore al Patrimonio Luciano Abbonato, che in una nota hanno parlato di una “nuova casa del rugby per tutti gli atleti delle società rugbistiche palermitane, dagli under 8 agli under 18 e senior, che potranno allenarsi, giocare e partecipare ai vari campionati federali. Un risultato frutto di una intelligente normativa e del dialogo progettuale avviato dal Comune con le istituzioni e le federazioni sportive”. Il progetto di massima prevede la rifunzionalizzazione del campo di gioco e di due campetti scuola che saranno aperti al pubblico, per una spesa complessiva di 140 mila euro di cui 100 mila euro provenienti da un contributo federale e dal fondo “Sport e Periferie”.
Il problema, però, è che la commissione Sport del consiglio comunale, insieme all’assessore al ramo Giuseppe Gini, stava discutendo da tempo di un bando pubblico proprio per i campi Malvagno, ignorando che il Patrimonio stesse procedendo in altra direzione. La commissione aveva addirittura ricevuto i rappresentanti di alcune società sportive calcistiche interessate all’area che avevano manifestato l’intenzione di gestire i campi sia al Patrimonio che al settore Sport. Associazioni a cui era stato detto che serviva un bando e soprattutto l’autorizzazione dei Rangers e della Sovrintendenza.
“A Palermo non esiste una squadra di governo, esiste un sindaco che decide tutto da solo – attacca Salvo Alotta (Pd), componente della commissione – Non è accettabile che, mentre un assessore con delega allo Sport e all’Urbanistica discute sul futuro degli impianti sportivi e dei campi Malvagno, mentre la commissione consiliare competente dibatte sui percorsi più idonei agli affidamenti, mentre si valutano proposte per il recupero di impianti in stato di abbandono, la giunta disponga l’affidamento di un impianto del quale si sta discutendo. Se questo è il metodo, il sindaco riduca la giunta e utilizzi i soldi risparmiati per migliorare i servizi della città”. Critico anche il forzista Giuseppe Federico: “E’ inaudito il modo in cui sono stati assegnati questi campi, c’era un’altra società che aveva scritto al Patrimonio e allo Sport presentando un progetto. Ci lascia stupiti che il Comune non abbia seguito la normale prassi pubblicizzando questa possibilità di assegnazione, a dimostrazione che a dirigere la baracca è solo il sindaco: gli assessori non hanno sollevato alcuna obiezione”. “Bene l’assegnazione dei campi Malvagno alla federazione di rugby, ma perché ignorare analoghe richieste da parte di altri soggetti?”, si chiede Filippo Occhipinti (Comitati Civici).
“Non c’era un progetto concreto – si limita a replicare Gini – ho condiviso la delibera in giunta perché il rugby ha bisogno di uno spazio. Credo che abbiano coinvolto i Rangers e la Sovrintendenza, è una pratica seguita dal Patrimonio”.

