Assoluzione per Dell'Utri

Assoluzione per Dell’Utri

Era accusato di tentata estorsione nei confronti dell'imprenditore Vincenzo Garraffa, ex patron della Pallacanestro Trapani.

Cassazione, l'accusa di tentata estorsione
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E’ definitiva l’assoluzione del senatore Marcello Dell’Utri – perché il fatto non sussiste – dall’accusa di tentata estorsione nei confronti dell’imprenditore Vincenzo Garraffa, ex patron della ‘Pallacanestro Trapani’, per una vicenda nata nel 1991 e arrivata al primo processo nel 1999. La Seconda sezione penale della Cassazione – dove per la terza volta è approdata la vicenda – ha, infatti, respinto il ricorso della Procura di Milano contro il proscioglimento emesso il 20 maggio 2011. La decisione è stata conforme alle indicazioni del sostituto procuratore generale della Suprema Corte Oscar Cedrangolo. “Dopo venti anni di questa storia sono veramente stanco. Lo so che in un certo senso dovrei festeggiare, ma per ora apro solo una lattina di ‘Coca Zero’. Comunque, alla fine, anche se molto alla fine, non mi pento di aver avuto fiducia nella giustizia”, ha commentato Dell’Utri che oggi, al Senato, è stato tra i pochi che si sono opposti all’arresto dell’ex tesoriere della Margherita Luigi Lusi. “Ampia soddisfazione” hanno espresso gli avvocati Giuseppe Di Peri e Pietro Federico, difensori storici del senatore anche nel processo per concorso esterno. “Dopo la condanna iniziale a tre anni di reclusione – hanno ricordato – abbiamo ottenuto il primo annullamento dalla Cassazione, ma poi in appello i giudici avevano applicato la prescrizione ritenendo, però, concretizzata la minaccia estorsiva”. “Dell’Utri non si è, tuttavia, accontentato e l’ha impugnata ottenendo un nuovo annullamento e infine, l’assoluzione nell’appello ‘tris’, confermato oggi”, hanno concluso. Secondo i giudici dell’appello, che hanno scritto la sentenza passata in giudicato, l’uomo che ha creato ‘Forza Italia’ insieme a Silvio Berlusconi, quando era a capo di Publitalia, aveva “mobilitato due mafiosi del calibro di Virga e Buffa” per “convincere” Garraffa, allora patron della Pallacanestro Trapani, “a rispettare l’impegno”, ossia la restituzione della metà dei soldi di una sponsorizzazione ricevuta e pari a un miliardo e settecento milioni di vecchie lire. Per i magistrati milanesi, però, non è stata “raggiunta la prova” che la “visita” dei due all’imprenditore fosse “idonea ad incutere timore” dati i rapporti di amicizia tra Virga e Garraffa. Nelle motivazioni del proscioglimento nel merito si legge che “il quadro probatorio acquisito (…) non consente di considerare raggiunta la prova, oltre ogni ragionevole dubbio, che la visita incriminata fosse finalizzata ed idonea ad incutere timore e a coartare la volontà” dell’imprenditore “per indurlo al pagamento ingiusto”. Il quadro probatorio invece lascia “ampio spazio all’ipotesi alternativa che tale visita avesse rappresentato un tentativo di interposizione mediatoria del Virga non ostile al Garraffa, effettivamente volta (…) ad aggarbare la vertenza insorta tra la persona offesa e Publitalia”. In sostanza, sintetizzava il verdetto ratificato dai supremi giudici, si può ritenere che Dell’Utri abbia “scelto i due personaggi per tentare di risolvere la vertenza non tanto o solo in ragione della loro ‘mafiosita” (…) quanto per la loro intensa precedente e coeva frequentazione ‘amicale’ con Garraffa”.

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