PATERNO’ – L’attività eruttiva di acqua e fango delle Salinelle dei Cappuccini (quelle di zona Acque Grasse a Paternò) si è estesa sino ad una abitazione di via Salso. Ieri sera, intorno alle 20, all’interno del cortile della casa si sono aperte quattro nuove bocche eruttive dalle quali sono fuoriuscite colate di fango che si sono spinte per oltre 200 metri.
A monitorare la situazione, ieri sera si sono portati i Vigili del Fuoco e i tecnici comunali che hanno verificato la messa in sicurezza del sito. Un bob-cat ha ripulito tutta la zona. Sul posto, accompagnato dai vigili urbani, anche il sindaco Mangano: “La cosa più importante è l’incolumità degli abitanti. Ma, al momento, non ci sono gravi rischi”.
Oggi è in programma l’intervento di una ditta specializzata che realizzerà dei canali che potranno far defluire le nuove eventuali colate di fango lontano dalla strada.
LA NOTA DEL COMUNE. Il Comune di Paternò sta monitorando attentamente la situazione presso le Salinelle, dove ieri sera nuove bocche si sono aperte all’interno di un cortile privato, con conseguente riversamento di fango sul terreno e nella strada vicina, che si è arrestato dopo un paio d’ore.
I Vigili Urbani di Paternò si sono immediatamente recati sul posto per controllare la situazione ed in seguito il sindaco, Mauro Mangano, ha firmato un’ordinanza per affidare ad una ditta esterna i lavori di rimozione dei detriti riversatisi nell’area interessata. I lavori sono cominciati ieri sera e stanno tuttora continuando. Oltre alla rimozione del fango, si sta intervenendo per creare un canale di contenimento che convogli il materiale fuoriuscito all’interno delle stesse Salinelle. Non appena terminati questi interventi, un’autobotte provvederà a ripulire la sede stradale.
Questa mattina, studiosi dell’INGV di Catania si sono recati sul posto. Ad accoglierli c’era il sindaco: “Gli studiosi hanno misurato la temperatura di acqua e fango, per capire se l’attività fosse ancora in corso – spiega il primo cittadino -, e hanno constatato che al momento i fenomeni sono cessati, anche se non è possibile sapere con certezza se ricominceranno. Negli ultimi mesi l’attività delle Salinelle si sta spostando verso est e occorre monitorare la situazione, come il Comune sta facendo, per far sì che i vulcanetti di fango non creino disagi alla popolazione, ma siano solamente un’attrazione turistica. Oggi, tuttavia, un elemento certamente positivo è rappresentato dall’iscrizione delle Salinelle nel catalogo regionale dei Geositi, cosa che impedisce che ulteriori costruzioni vengano edificate all’interno di terreni ricadenti sull’area posta sotto tutela – conclude il primo cittadino”.
IL GEOLOGO CARLO CASSANITI. Dopo il sopralluogo di stamani alle salinelle dello stadio di Paternò è stato possibile confermare come l’ipotesi di migrazione dell’area “attiva” formulata nel mese di agosto 2015 si sia rivelata corretta. Non è più possibile rinviare uno studio multiparametrico del sito perché a differenza di altre aree caratterizzate dal fenomeno geologico del vulcanismo sedimentario, l’area dello stadio è fortemente urbanizzata cosi da creare rischio alle abitazioni ieri sera interessate dalla ingente fuoriuscita di fango (diverse decine di metri cubi). Solo uno studio multidisciplinare di tipo geologico, geodetico, geofisico e geochimico può portare la comunità scientifica a ricostruire il modello geologico del sistema al fine di definire gli scenari futuri di pericolosità e quindi il grado di rischio dell’area. L’auspicio è quindi che il primo cittadino Mangano, dopo aver conseguito l’inserimento dell’area delle salinelle di Paternò nel catalogo dei Geositi Siciliani, si attivi con urgenza per iniziare uno studio scientifico che vada ad integrare quanto fino ad oggi fatto, ma che non permette ancora di definire se l’area urbana interessata dal fenomeno è a rischio o meno.

