CATANIA – Duecento euro di aumento complessivo (100 euro per tratta) per il collegamento da Catania a Ravenna e viceversa: la decisione della “Tirrenia” colpisce al cuore il sistema dell’autotrasporto, già fortemente penalizzato dalla crisi. Lo rende noto la Presidenza della Cna Fita Regionale Siciliana, l’associazione delle imprese dell’autotrasporto aderenti alla Confederazione Nazionale dell’Artigianato, che si è riunita, sabato scorso, a Nissoria, in provincia di Enna, per fare il punto della situazione del settore.
Non bastavano il peso sempre più grave rappresentato dal costo del gasolio e delle assicurazioni, dai pedaggi autostradali e in generale dalle difficoltà della gestione aziendale: ora arriva questa nuova terribile “mazzata” su decine di migliaia di imprese, già alle prese con i drammatici problemi quotidiani legati alla crisi economica, che hanno contribuito a determinare un saldo negativo per le aziende, nel terzo trimestre 2013, quantificato in 420 imprese a livello nazionale e 48 a livello regionale.
Un quadro allarmante denunciato per l’ennesima volta dalla Fita Cna, un contesto generale dove alle gravi e ormai angoscianti difficoltà delle imprese non arriva alcuna risposta adeguata dal governo nazionale, che non tiene fede agli impegni presi e disattesi, nè si avverte un segnale dal governo regionale rispetto all’aumento imposto dalla “Tirrenia”.
Quello che fa la Fita Cna è un elenco preciso di promesse non mantenute. Non c’è ancora nessun impegno a non toccare il contributo sulle accise per l’autrasporto, così come non ci sono impegni concreti in tema di tariffe minime di sicurezza e di contrasto alla concorrenza sleale. A conclusione della riunione, dalla Fita Regionale è arrivato un invito alle altre associazioni di categoria per un esame congiunto della situazione e per decidere le iniziative da intraprendere per la tutela del settore.

