PALERMO – Un detenuto si è tolto la vita nel carcere Pagliarelli di Palermo. Da una ventina di giorni si stava confidando con i magistrati della Procura di Palermo.
Aveva ammesso di avere compiuto i reati che gli venivano contestati ed aveva iniziato a parlare di episodi che coinvolgevano altre persone. Si è impiccato con un lenzuolo mentre si trovava in infermeria. Una vicenda dai contorni misteriosi. Altri due detenuti dello steso penitenziario, considerati legati alla mafia, sono indagati perché lo avrebbero minacciato con dei bigliettini che qualcuno era riuscito a fargli recapitare in cella. Lo invitavano a stare “sereno” e a prendersi cura solo ed esclusivamente dei suoi familiari.
Alla luce di quanto accaduto nella notte, intorno alle 3, ora del suicidio, quei messaggi vengono interpretati come dei veri e propri avvertimenti. Uno, in particolare, era giunto a destinazione quando l’uomo non aveva ancora iniziato a parlare con i magistrati. Anzi, probabilmente era stato proprio il messaggio a convincerlo dell’opportunità di collaborare visto che la sua decisione era maturata nelle ore successive alla lettura del biglietto.
E così le celle dei due detenuti ora sono state perquisite. Gli agenti hanno sequestrato alcuni scritti che meritano un approfondimento investigativo. Fino a ieri sera, l’uomo era stato sentito dai pubblici ministeri di Palermo e non aveva mostrato segni di nervosismo che potessero fare presagire intenti suicidi. A breve il detenuto sarebbe stato trasferito in un altro carcere.

