Aziende, bacchettata dei Revisori| Bocciata la relazione del Comune

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Tantillo (Fi): "Servono una nuova pianificazione e il controllo del consiglio".

PALERMO – Una documentazione sulle società partecipate che, di fatto, “vanifica l’intento e la prescrizione della magistratura contabile che ha fatto obbligo della produzione di una relazione completa ed esaustiva e non parziale e afferente le competenze di un singolo ufficio”. Il giudizio, netto e dai toni aspri, è del Collegio dei Revisori dei conti del comune di Palermo che in una nota dello scorso 26 maggio ha puntato il dito contro la relazione che Palazzo delle Aquile ha predisposto per rispondere ai rilievi della Corte dei Conti sulle proprie partecipate.

La magistratura contabile, infatti, ha chiesto all’amministrazione Orlando una relazione periodica sulla situazione delle aziende che illustri, in modo chiaro e dettagliato, gli sviluppi sulle numerose criticità del sistema. Relazione che deve passare per il vaglio dei Revisori che l’hanno, senza troppi giri di parole, bocciata. La nota del 26 maggio, inviata al Servizio programmazione e controllo degli organismi partecipati e per conoscenza anche alla Corte dei Conti, mette in luce tutte le lacune sulla situazione di Amap, Amat, Amg, Sispi, Rap e Reset.

Secondo il Collegio, infatti, l’obiettivo della Corte dei Conti era di avere un quadro chiaro della situazione che facesse da base per una “riforma strutturale del sistema di erogazione dei servizi pubblici comunali”, con l’obiettivo di una gestione “realmente improntata ai criteri dell’economicità, dell’efficienza e dell’efficacia”. Insomma, le aziende devono erogare buoni servizi a prezzi ragionevoli e il Comune deve poterle gestire e controllare fissando degli obiettivi e intervenendo lì dove si riscontrano inefficienze. “Nulla di tutto ciò pare rinvenibile nelle relazioni prodotte”, sentenziano però i Revisori.

Le aziende non avrebbero prodotto le relazioni necessarie e non avrebbe trasformato in atti interni le linee di indirizzo dell’amministrazione per il contenimento della spesa; il Comune d’altro canto non avrebbe vigilato a dovere, non avrebbe fornito una documentazione completa, non avrebbe approvato la Carta dei servizi per ogni azienda, non avrebbe creato una piattaforma informatica con i dati finanziari delle aziende, non avrebbe coinvolto in questa operazione Amia, Gesip e Palermo Ambiente che, sebbene in liquidazione, andrebbero comunque controllate perché ricevono ancora soldi dal Comune. Infine il Comune non avrebbe verificato che la qualità dei servizi sia all’altezza dei costi, malgrado i Revisori lo avessero già richiesto in passato.

“E’ un sostanziale invito alla riproposizione della relazione che, così com’è, non ci sembra vada bene – spiega il presidente del Collegio dei Revisori Cosimo Aiello – Abbiamo inviato la nota all’ufficio competente affinché desse contezza dell’attività dell’ente, condotta ma non rappresentata. Riteniamo la relazione poco esaustiva ed era doveroso darne contezza anche alla Corte dei Conti. Mi auguro che l’ufficio voglia tenere in debito conto la relazione del Collegio”.

“Apprezziamo moltissimo l’operato del Collegio dei Revisori, dalla cui nota emerge che necessita una nuova pianificazione delle aziende – attacca il capogruppo di Fi Giulio Tantillo – abbiamo presentato un ordine del giorno, che faremo approvare al più presto, affinché venga pienamente rispettato l’articolo 6 del regolamento sul controllo analogo che prevede che le relazioni del dirigente del settore e delle aziende debbano essere trasmesse al consiglio comunale. L’Aula deve riappropriarsi di un ruolo che le è stato di fatto tolto, le partecipate sono in grande sofferenza e bisogna fare chiarezza specie sulle spese esterne”.

LE REAZIONI
“Le partecipate del comune di Palermo sono gestite malissimo, senza una visione complessiva che sarebbe sempre più necessaria in virtù del bilancio consolidato: da anni lo denunciamo e adesso anche i Revisori dei Conti lo certificano con la nota del 26 maggio”. Lo dice il capogruppo dei Comitati Civici al consiglio comunale di Palermo Filippo Occhipinti. “I Revisori nella loro nota certificano il fallimento della gestione delle aziende e la poca trasparenza – dice Occhipinti – le partecipate non vengono controllate adeguatamente, per questo chiediamo che vengano fornite spiegazioni in consiglio, così da poter rispondere adeguatamente ai rilievi della Corte dei Conti. Inoltre bisogna fare chiarezza anche sulle partecipazioni minori come Teatro Massimo e Teatro Biondo, che ricevono contributi milionari: i cittadini hanno il diritto di sapere come vengono spesi i propri soldi”.

“Il mio più vivo plauso va al Collegio dei Revisori dei Conti sulla disamina della documentazione e della relazione riferita alle Società Partecipate. Io stesso – afferma il Capogruppo Ncd in Consiglio comunale Francesco Scarpinato – ho rappresentato le mie perplessità in tal senso, nella speranza che l’Amministrazione attiva potesse porre in essere i dettati ricevuti dalla Corte dei Conti. Ancora una volta, malgrado la comunità d’intenti che il mio partito ha messo a disposizione ponendo Palermo e i palermitani al centro di ogni discussione, questa Amministrazione è rimasta sorda e prova ne è la scarsa qualità dei servizi offerti dalle Società Partecipate e la mancanza di una piattaforma telematica che veda le Società stesse operare in joint al fine di rendere la nostra Palermo all’altezza delle aspettative di quinta città d’Italia. Ho chiesto in Commissione Società Partecipate di audire il Dirigente al ramo per chiedere i giusti lumi del caso in merito a quanto sopra esposto”.

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