Neonato abbandonato Catania, l'arcivescovo scrive alla madre - LiveSicilia.it

Bimbo abbandonato, Renna alla madre: “Grazie perché è nato”

L'arcivescovo di Catania ha scritto una lettera all'anonima madre di Germano, il neonato abbandonato in via Rametta.
LA LETTERA
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CATANIA – “Carissima N“. Comincia così la lettera dell’arcivescovo di Catania, monsignor Luigi Renna, alla madre biologica del piccolo Germano, il neonato trovato abbandonato in via Rametta alcuni giorni fa. “Non ho mancato di pregare per te e per il tuo bambino”, dice l’arcivescovo. Che aggiunge: “Chissà come avresti voluto fosse chiamato il tuo bambino! Chissà quale nome gli hai dato segretamente“.

La lettera di Renna alla donna rimasta anonima è una mano tesa, piena di amore e di compassione, oltre che di comprensione per il dramma umano di una persona che vive evidentemente un momento difficile. “Germano ora avrà chi si prenderà cura di lui, ne sono certo, così come è avvenuto dal primo momento: è segno che c’è sempre qualcuno disposto a darci una mano”. Si riferisce ai carabinieri che hanno salvato il bambino, alla passante che lo ha segnalato e all’intera équipe del reparto di Neonatologia dell’ospedale Garibaldi Nesima di Catania, dove il bambino si trova. “Vuol dire che questa nostra Repubblica ha ancora a cuore le persone“.

A questo punto, poi, l’arcivescovo si rivolge solo alla donna. “Chi si prenderà cura di te, e di altre mamme come te? Credo che il tuo gesto di lasciare Germano in una cesta, come il piccolo Mosè esposto sulle acque del Nilo e salvato dalla figlia del faraone, sia un atto estremo e disperato, meditato a lungo nei mesi in cui hai tenuto nascosto un segreto che ti ha cambiato la vita”. Da questo il ringraziamento: “Ti ringrazio – dice l’arcivescovo all’anonima puerpera – a nome del tuo bambino e della famiglia che sarà sua, perché gli hai dato la vita e lo hai fatto nascere. Sei già grande per questo“. Pur sottolineando che avrebbe comunque potuto partorire anonimamente nella “sicurezza di un ospedale“.

Catania è una città con tanti mali – aggiunge monsignor Renna – ma è anche abitata da tante persone disposte a prendersi cura degli altri: cerca una spalla su cui piangere, una persona a cui aprirti con discrezione, che sappia ascoltare la tua rabbia e quelle speranze di tenere Germano, che forse hai coltivato fino alla fine. Oggi tu hai bisogno di calore, come ne ha bisogno Germano”.

Dopo un passaggio sulle “gravidanze indesiderate”, e sull’importanza di vivere la sessualità “come atto d’amore responsabile”, monsignor Luigi Renna sottolinea: “Oggi ci sono tanti modi per accompagnare la vita dei bambini “indesiderati”, e di sostenere le loro mamme”.

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