CATANIA – Una giornata di studio per analizzare – dai punti di vista scientifico e giuridico – le problematiche concernenti la realizzazione dei test genetici, anche in relazione alle ipotizzabili forme di responsabilità e alle connesse tutele assicurative, in un complessivo quadro di tutela della persona umana.
E’ questo l’obiettivo del convegno dal titolo “Test genetici e diritto. Confronti bioetici” organizzato dal centro di ricerca Bios&Law, in collaborazione con l’Università di Catania e la fondazione mediterranea “G.B. Morgagni” che si terrà venerdì 15 novembre alle 10,30, nell’aula magna del Palazzo centrale.
Aperto dagli indirizzi di saluto del rettore Giacomo Pignataro, del presidente della Scuola “Facoltà di Medicina” Francesco Basile, del direttore del dipartimento di Giurisprudenza Roberto Pennisi, del presidente del centro interdisciplinare Bios&Law Salvo Randazzo e del presidente della fondazione Morgagni Salvatore Castorina, il convegno vedrà successivamente gli interventi dei docenti Salvatore Amato (Filosofia del diritto, Università di Catania), Daniele Filippo Condorelli (Biochimica, Università di Catania, Attilio Gorassini (Diritto privato, Università Mediterranea di Reggio Calabria), Andrea Nicolusso (Diritto civile, Università Cattolica di Milano) e degli esperti Franca Dagna Bricarelli (direttore del Dipartimento ligure di Genetica e coordinatore emerito del network delle Biobanche finanziate da Telethon) e Lucia Scaffardi (componente del Comitato nazionale per la Biosicurezza, le Biotecnologie e le Scienze della Vita).
La tematica dei test genetici – l’analisi di specifici geni, del loro prodotto o della loro funzione, finalizzata ad individuare o escludere mutazioni associate a patologie genetiche – interessa anzitutto il mondo della scienza, in relazione alla avvertita consapevolezza dell’importanza della ricerca in tale direzione. Sotto questo profilo l’importanza dei test genetici a beneficio della salute dell’uomo è da ultimo evidenziata dalla stessa Convenzione di Oviedo sui diritti umani e la biomedicina del 1997.
Particolarmente delicato è poi il profilo – trasversale alle tematiche etiche, mediche e giuridiche -, relativo alla diagnosi genetica preimpianto, questione che è stata (ed è tuttora) al centro di un significativo dibattito alla luce del rapporto tra le previsioni contenute nella legge 19 febbraio 2004, n. 40, in tema di tecniche di procreazione medicalmente assistita, e le recentissime pronunce della Corte Europea dei diritti dell’uomo.
Tutte questioni che sollevano, quindi, problemi di carattere etico, professionale, deontologico la cui disamina diviene oggetto della giornata di studio attraverso la partecipazione di esperti dei diversi ambiti di riferibilità delle problematiche or evidenziate.

