Blocchi dei camionisti, Urso: il Viminale lavora per rimuoverli

Urso: “Il Viminale sta identificando i camionisti per rimuovere i presidi”

Adolfo Urso
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Richichi fa sapere che la protesta continua a tempo indeterminato
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“ROMA- Sui blocchi stradali degli autotrasportatori al Sud “il Viminale riferisce che si sta procedendo alle identificazioni, anche ai fini di rimuovere i presidi. Impedire il passaggio dei soli camion, lasciando transitare le automobili, configura comunque un blocco stradale, con conseguenze penali anche detentive. È importante, credo che sia significativo e emblematico, che le stesse associazioni dei trasportatori ci chiedono, chiedono al Ministero degli Interni, di far rimuovere i blocchi”. Lo ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, al question time alla Camera.

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“Basta con i blocchi”

“Le misure predisposte ieri sono state giudicate favorevolmente dalle associazioni e ogni forma di protesta è stata sospesa – ha aggiunto Urso -. Rimangono sul campo dei presidi o anche dei blocchi sporadici, dei quali le stesse associazioni degli autotrasportatori hanno richiesto ufficialmente, con comunicato congiunto, la rimozione, ritenendo ingiustificabile continuare a bloccare il paese dopo la riapertura del dialogo considerata positiva. Analogo appello è arrivato dalle associazioni industriali del Mezzogiorno, e ovviamente dai consumatori”.

Richichi (Aias): “Blocchi proseguono a oltranza”

“Il blocco continua a oltranza ed i presidi più importanti sono a Catania, San Gregorio, Gela e porto di Palermo. Chi fa danni non può fare parte dell’Aias. Più tardi avremo un incontro in prefettura perché siamo stati convocati ma non cambia nulla sin quando da Roma non si concretizza quanto chiediamo”. Lo ha detto Giuseppe Richichi, presidente dei trasportatori siciliani dell’Aias che è in contrapposizione con il comitato trasportatori siciliani che, dopo l’accordo siglato ieri a Milano con il ministro ai Trasporti, Matteo Salvini, ha neutralizzato una parte significativa della protesta dei tir in Sicilia. “Bisogna capire come aiutare le imprese siciliane – ha aggiunto – Quando in Emilia ci fu l’alluvione o i vari terremoti, i soldi per queste emergenze li hanno messi subito. Per noi il caro carburante è un terremoto. Non ci interessa da dove li prendono, ma i soldi per risolvere la questione dell’emergenza in Sicilia ci vogliono”.

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