Bellini International context, omaggio al "cigno catanese" - Live Sicilia

Bellini International context, omaggio al “cigno catanese”

Prima esecuzione dello spettacolo "Vaga Luna che inargenti", in scena stasera: un viaggio attraverso le più significative musiche belliniane
IL FESTIVAL
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CATANIA – Musica, cinema, prosa, danza, incontri culturali: la multidisciplinarietà è la cifra che contraddistingue il Bellini International Context, la cui ricca programmazione promossa e organizzata dalla Regione Siciliana propone una serie di appuntamenti in cui le arti si fondono in perfetto connubio. E lo fa con la partnership di importanti istituzioni culturali e artistiche dell’isola.

Ne è significativo esempio lo spettacolo “Vaga luna che inargenti”, omaggio in musica e parole alla vita e all’opera di Vincenzo Bellini, realizzato in collaborazione con il Conservatorio Corelli di Messina. Le composizioni originali in prima esecuzione assoluta sono di Christian Paterniti e saranno eseguite dall’Orchestra da Camera del Conservatorio messinese, diretta da Emanuele Celona. Alle note si sposa la narrazione teatrale di e con Angelo Campolo, mentre le videoproiezioni: sono a cura di Giulia Drogo, Elena Nassi, Ayanta Noviello.

Con stile sobrio, lontano dalla retorica del racconto agiografico, lo spettacolo prende avvio dalle note e dalle atmosfere di “Vaga luna che che inargenti”, aria da camera composta da Bellini intorno al 1827 su testo di un autore anonimo, e si sviluppa in un’originale performance che ripercorre la vita del grande musicista e la genesi di alcune sue creazioni artistiche. Una partitura per voce e musica, cadenzata dalla lettura di pagine tratte da autori contemporanei che hanno scritto intorno alla vita di Bellini (come Luigi La Rosa nel suo recente “Nel furor delle tempeste”, edito da Piemme) e autori classici (da Pirandello a Consolo, passando per Sciascia, Calvino e Piccolo) che hanno “cantato” la luna quale simbolo di nostalgia, creatività, memoria e insieme immaginazione, capace misteriosamente di influenzare l’agire umano. Luna evocata dallo stesso Bellini con la celeberrima “Casta Diva”, contenuta in quella Norma che idealmente sembra attraversare tutta la sua parabola esistenziale, tingendola di un carattere notturno e malinconico.

Un’esistenza votata allo studio e al sacrificio quella del celebre musicista, segnata da incontri e amori passionali, amicizie, invidie, cadute e trionfali successi bruciati precocemente in un corpo ancora giovane segnato dalla malattia e dal tormento interiore. Da Catania a Napoli, dove seguì gli studi presso il Real Collegio di Musica, passando per Milano, Londra, Parigi. Un “vagare emotivo” e insieme creativo, sempre ancorato all’amore viscerale per la musica, sviluppato sin dall’infanzia.

Da qui un viaggio attraverso alcune delle più significative musiche belliniane, con quei motivi e quelle melodie così penetranti e perfettamente scolpite che hanno incantato, continuano e continueranno a incantare il mondo intero. Questo è il filo conduttore di “Vaga luna che inargenti”: un percorso che porta con sé citazioni e memorie dello straordinario compositore siciliano mediante una rilettura musicale di molte delle opere che hanno caratterizzato la sua attività. Dai temi de Il pirata, in una Sicilia d’altri tempi, passando per le ineffabili ornamentazioni di “Casta Diva” o le mirabili Sinfonie d’introduzione, si ripercorrono i profili di un Vincenzo Bellini sempre attuale per giungere infine a un’intensa evocazione di quell’aria che ha dato vita e nome a questo spettacolo che vuole rendere omaggio al grande compositore catanese.

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