PALERMO – Potrebbe tornare presto il buono libro, anche se i pagamenti del 2008/2009 sono ancora in sospeso. Due argomenti che vanno in parallelo e che riguardano da vicino diverse migliaia di famiglie siciliane. A chiedere notizie dello stato di avanzamento dei pagamenti sono parecchi lettori, che si interrogano sulle intenzioni del governo. “Hanno deciso di annientare una legge sul buono scuola – dice Pina Liberti –, dove la Sicilia e i bambini che rappresentano il nostro futuro devono già subire ed essere penalizzati dai comportamenti della politica”. In particolare a chiedere novità sono i genitori degli studenti delle scuole paritarie. “Se la situazione è questa – prosegue Pina Liberti – molte mamme saranno costrette a non mandare più i figli a scuola, perché non possono permetterselo”.
Intanto dalla politica arrivano posizioni ben precise. “Ho presentato un’interrogazione diverse settimane fa – dice Salvatore Siragusa, deputato regionale del Movimento cinque stelle –, non ho però avuto nessuna risposta”. A portare avanti la battaglia per il buono scuola anche il deputato del Pdl Vincenzo Vinciullo, che oltre ad essere vicepresidente della commissione Bilancio insegna lettere al liceo. “Durante l’esame della legge finanziaria sono stati bocciati diversi emendamenti per il buono scuola – sostiene – ma alla fine sono riuscito a farne passare uno che finanzia per novantamila euro il buono dopo quattro anni”. Dal 2008/2009 infatti non era previsto nessuno stanziamento per l’istituto del buono libro, che pure non potrà partire con la cifra irrisoria messa a disposizione dall’Assemblea regionale siciliana. Basti pensare che per garantire l’erogazione del buono nel 2008 la cifra a disposizione era vicina ai quindici milioni di euro. Vinciullo però insiste: “Quei soldi ci sono, e saranno costretti a utilizzarli, anche se per un contributo minimo”.
Nei programmi dell’assessorato regionale all’Istruzione il buono scuola tornerà in sella. A confermarlo è lo staff di Nelli Scilabra. “Stiamo lavorando ad un buono scuola rivolto soltanto alle fasce più deboli – afferma il capo della segreteria tecnica Lucio Guarino – , ma dobbiamo ancora definire il regolamento e i costi che ha un servizio del genere. Speriamo di partire già dal prossimo anno scolastico”. A fare da filtro nell’erogazione del buono sarà la condizione economica delle famiglie richiedenti, mentre non è ancora chiaro se sarà rivolto solo a quegli studenti che frequentano scuole pubbliche o anche a coloro i quali sono iscritti a istituti paritari.

