PALERMO – Il passaggio decisivo (ma forse non del tutto definitivo) per le sorti del Pd siciliano potrebbe verificarsi oggi. Il responsabile Esteri della segreteria nazionale, Giuseppe Provenzano, sarà a Palermo per alcune iniziative e l’occasione sarà propizia per far compiere uno scatto alle trattative sui componenti della cabina di regia che dovrebbe traghettare il partito alle elezioni nazionali e regionali dopo le dimissioni di Anthony Barbagallo.
Pd Sicilia, in campo Provenzano
Provenzano è il nome scelto da Roma per guidare questa fase. Il nuovo al gruppo dirigente, a tre o a cinque componenti, sarà chiamato a governare la nave del Pd nel tempestoso mare delle elezioni, con un candidato governatore ancora da individuare e il puzzle delle liste interamente da comporre. Sarà questo direttorio a compiere le scelte più importanti ed è normale che la tensione nel partito sia rimasta alta nonostante il gesto distensivo di Barbagallo.
Le trattative sulla cabina di regia del Pd Sicilia
Le dimissioni del segretario hanno provato a chiudere una lunga parentesi di scontri e faide ma non è detto che l’obiettivo si raggiunga. Da momento dell’addio si sono messe in moto le diplomazie delle varie correnti interne ai dem. L’ipotesi del commissariamento appare sempre meno plausibile ma l’intesa sul “comitato che coordini l’attività” del partito, come previsto dallo Statuto del Pd siciliano, non è stata ancora raggiunta.

Barbagallo e la cabina di regia del Pd
L’ostacolo è rappresentato dalla eventualità che del nuovo organo dirigente possa fare parte lo stesso Barbagallo, visto come il fumo negli occhi da alcuni esponenti dell’area Bonaccini. Sul punto, però, la segreteria nazionale non è disposta a nuove concessioni. Le dimissioni di Barbagallo vengono considerate come l’ultima mano tesa a quella parte del partito siciliano che non ha mai accettato gli esiti dell’ultimo congresso. Secondo la visione del Nazareno non si può negare a Barbagallo la possibilità di essere parte dei nomi che dovranno tracciare la strada del Pd nell’immediato futuro.
I nomi in pole position per la cabina di regia del Pd siciliano
L’ex segretario e Provenzano darebbero all’area Schlein la maggioranza in una cabina di regia a tre. In caso di allargamento a cinque, invece, entrerebbe in gioco anche Valentina Chinnici, deputata regionale e vice di Barbagallo fino a pochi giorni fa. Per l’area Bonaccini due nomi in campo. Il primo è quello dell’ex deputata, e attuale segretaria del Pd palermitano, Teresa Piccione, da sempre vicina alle posizioni dell’eurodeputato Giuseppe Lupo. Un ruolo potrebbe essere ricavato anche il capogruppo dem all’Ars, Michele Catanzaro.
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La protesta dell’area Orfini
Da questo schema resterebbe fuori l’area Orfini, che con Antonio Rubino fa un richiamo al “rispetto delle regole democratiche interne del partito”. Rubino sottolinea: “La discussione non riguarda i nomi, ma il metodo con cui si costruisce una responsabilità condivisa. Per questo chiediamo che siano chiarite le modalità di costituzione del nuovo organismo dirigente, le sue funzioni e il percorso attraverso il quale si intende coinvolgere la comunità politica del Pd siciliano”.
Chinnici: “Non ci sono più scuse, ora avanti insieme”
Parole che certificano come la fase della pacificazione per i dem di Sicilia si ancora lontana da una conclusione positiva. Per Chinnici, però, dopo l’addio di Barbagallo alla segreteria regionale “non ci sono più scuse per nessuno e tutti insieme – dice in un’intervista al nostro quotidiano – dobbiamo andare avanti”.




