Il Parlamento italiano apre alla possibilità di eliminare il passaggio semestrale tra ora solare e ora legale. La Commissione Attività produttive della Camera ha approvato all’unanimità un’indagine conoscitiva che esamina le conseguenze economiche, energetiche e sanitarie del cambio dell’ora. Il documento rilancia il confronto sull’opportunità di adottare un unico sistema per tutti i dodici mesi, ma non introduce alcuna modifica immediata alle regole attuali. La questione riguarda milioni di cittadini e coinvolge aspetti diversi della vita quotidiana, dai consumi elettrici alla qualità del sonno, fino all’organizzazione delle attività lavorative. Resta però da stabilire quale soluzione sarebbe preferibile: mantenere stabilmente l’ora legale, con più luce nelle ore serali, oppure conservare l’ora solare, maggiormente allineata ai ritmi naturali dell’organismo.
Quando torna l’ora solare nel 2026
In attesa di eventuali decisioni, il calendario resta invariato. L’ora solare tornerà nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026, quando alle 3 del mattino gli orologi dovranno essere spostati indietro di sessanta minuti, tornando alle 2. Il passaggio consentirà di dormire un’ora in più durante quella notte, ma comporterà anche un anticipo del tramonto rispetto all’orario indicato dagli orologi. Si tratta di un appuntamento che potrebbe essere rimesso in discussione qualora il Parlamento e le istituzioni europee arrivassero a definire un nuovo sistema. Al momento, tuttavia, non è stata approvata alcuna abolizione del cambio stagionale.
Ora legale, perché il risparmio energetico è cambiato
L’adozione dell’ora legale rispondeva originariamente all’esigenza di limitare il consumo di elettricità sfruttando maggiormente l’illuminazione naturale nelle ore serali. In Italia il sistema venne introdotto durante la Prima guerra mondiale, nel 1916, e successivamente utilizzato tra il 1940 e il 1942. La sua applicazione stabile su base annuale risale invece al 1966. Da allora, però, le abitudini delle famiglie e delle imprese sono profondamente cambiate. L’illuminazione domestica è diventata progressivamente più efficiente, mentre sono aumentati gli apparecchi destinati al raffrescamento degli ambienti. La diffusione dei condizionatori, ormai presenti in numerosi edifici residenziali e commerciali, ha modificato il rapporto tra il risparmio ottenuto grazie alla luce naturale e l’energia richiesta per mantenere temperature confortevoli. È uno degli aspetti approfonditi nell’indagine conoscitiva della Camera.
Cosa ha deciso la Camera sul cambio dell’ora
L’approvazione unanime dell’indagine conoscitiva in Commissione Attività produttive rappresenta un passaggio parlamentare significativo, ma non equivale all’introduzione dell’ora legale permanente. Il documento raccoglie studi, valutazioni tecniche e contributi degli esperti per individuare le possibili conseguenze del superamento del doppio cambio annuale. La proposta resta dunque sul piano dell’iniziativa politica e richiederebbe ulteriori passaggi prima di tradursi in una modifica concreta dell’orario. Il confronto sul superamento dell’alternanza tra ora solare e legale coinvolge da tempo anche le istituzioni dell’Unione europea.
Cambio dell’ora, gli effetti sul sonno e sull’organismo
Un altro elemento centrale riguarda il funzionamento dell’orologio biologico. Il passaggio dall’ora solare a quella legale, e viceversa, modifica temporaneamente gli orari delle attività quotidiane rispetto ai ritmi ai quali l’organismo è abituato. Gli effetti non sono necessariamente identici nei due momenti dell’anno. Il ritorno all’ora solare sembra comportare meno difficoltà per l’organismo rispetto al passaggio primaverile all’ora legale. Alla base di queste differenze c’è il sistema che regola i ritmi circadiani, cioè i processi biologici che seguono l’alternanza tra giorno e notte.
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Un ruolo fondamentale è svolto dall’ipotalamo, una struttura del sistema nervoso centrale situata alla base del cervello, coinvolta nella regolazione della fame, della sete e del ciclo sonno-veglia. La luce naturale contribuisce a sincronizzare questi meccanismi con l’ambiente esterno. Per questo motivo, la scelta tra ora solare e ora legale permanente non può essere valutata soltanto sulla base dei consumi energetici o delle preferenze individuali. Mentre i sostenitori dell’ora legale evidenziano i vantaggi delle serate più luminose, le considerazioni legate ai ritmi biologici e agli orari dell’alba alimentano gli argomenti a favore dell’ora solare.
Quando sarà abolito il cambio dell’ora in Italia?
Nonostante l’approvazione unanime dell’indagine conoscitiva alla Camera, non è stata ancora stabilita una data per l’abolizione del cambio dell’ora. Il Parlamento dovrà eventualmente valutare ulteriori iniziative, mentre sul piano europeo resta necessario affrontare il tema del coordinamento tra gli Stati membri. La questione è diventata più complessa rispetto al passato perché il risparmio energetico, pur documentato, deve essere confrontato con l’aumento dei consumi legati alla climatizzazione e con le conseguenze sulla salute. Il confronto riguarda dunque due decisioni distinte: eliminare o meno il doppio cambio annuale e, in caso affermativo, scegliere quale orario mantenere. Nel frattempo, per gli italiani resta confermato il prossimo appuntamento: domenica 25 ottobre 2026 si tornerà all’ora solare, spostando le lancette indietro di un’ora.
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