Carabiniere uccide le figlie | "Antonietta lasciata sola"

Carabiniere uccide le figlie | “Antonietta lasciata sola”

E sui social spunta il profilo 'erede' dopo il folle gesto. La moglie è gravissima.

La tragedia
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“In memoria di Luigi Capasso. Speriamo che le persone che amano Luigi troveranno conforto nel visitare il suo profilo per ricordare lui e la sua vita”. Facebook è già oltre la tragedia. La pagina del carabiniere che ieri, a Cisterna di Latina, ha sparato alla moglie Antonietta Gargiulo, ha ucciso le figlie e si è barricato in casa, prima di suicidarsi, è già attiva in modalità erede. Ma non saranno in molti quelli che si fermeranno per deporre un fiore, dopo l’accaduto. Anzi, il web, ieri, si è riversato con rabbia sul profilo del carabiniere, mentre l’orrore si consumava, con la carica dell’emotività del momento. Ma come si è arrivati a tanto?

Florenza Sarzanini scrive sul ‘Corriere della Sera’: “Un mese fa Luigi Capasso si è appostato sotto casa di sua moglie alle 8 di mattina. Lei ha chiamato terrorizzata il 113 ma, quando è arrivata la Volante per identificarlo, lui ha spiegato che aspettava alcuni amici per prendere un caffè. E li ha mandati via. Era il 29 gennaio. Un mese dopo lei è in fin di vita in un letto di ospedale, lui ha ucciso le loro figlie Martina e Alessia di 7 e 13 anni”. E ancora: “I verbali e gli esposti di Antonietta Gargiulo raccontano la sua paura, i suoi appelli disperati, le violenze e le aggressioni. Polizia, carabinieri, amici, parenti, parroco, assistenti sociali: tutti sapevano, ma nessuno ha potuto o voluto fare nulla. Perché è vero che senza una formale denuncia non si poteva impedire a Capasso di avvicinarsi a lei e alle bambine. Ma in situazioni così gravi e chiare a tanti se non tutti, è insensato aggrapparsi soltanto alla legge per stabilire se poteva e non poteva essere salvata una donna che aveva chiesto aiuto. E invece alla fine Antonietta è rimasta sola”.

Ed è la cronaca di una serie di episodi che hanno messo in allarme la donna, come un burrascoso incontro vicino alla fabbrica dove Antonietta lavora. Ma nessuna denuncia, perché: “Mio marito rischierebbe di perdere il lavoro”.

Scrive il ‘Corriere’:Capasso viene convocato in questura il 30 gennaio scorso. Mostra di essere pentito: «Sono cinque mesi che sto fuori da casa per decisione di mia moglie. Ho sbagliato, ma ora voglio tornare dalle mie figlie. Spero che mia moglie voglia farmi rientrare a casa». Sta fingendo, ma nessuno se ne accorge. Eppure appena una settimana prima era andato al commissariato di Cisterna di Latina per presentare un esposto contro Antonietta. «Mia moglie non vuole farmi entrare in casa e invece io voglio le chiavi per prendere i miei effetti personali e per consentire all’agenzia immobiliare di effettuare le visite al fine di vendere l’appartamento». In realtà vuole soltanto tenere sotto controllo la donna, continuare a tormentarla”.  La conclusione è, purtroppo, nota: “Nessuno l’ha ascoltata. Nessuno ha potuto o voluto aiutarla. Nessuno potrà farlo più”.

 

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