PALERMO – “Fermo restando i tempi tecnici che consentano una continuità operativa a totale beneficio dei piccoli pazienti sarebbe opportuno riportare immediatamente a Palermo la cardiochirurgia attualmente temporaneamente dislocata a Taormina”. Lo dice il presidente della commissione sanità all’Ars Pippo Digiacomo a proposito del rinnovo della convenzione tra il servizio sanitario regionale ed il Bambin Gesù.
“Il piano sanitario regionale – ricorda Digiacomo – ha previsto l’attivazione a Palermo di un centro di eccellenza pediatrico su cui sono state investite già cospicue somme. Proprio in quest’ottica – conclude – non capivo la necessità della convenzione di Taormina e meno ancora capirei una proroga, a meno che non sia necessaria per evitare l’interruzione di questo delicato servizio”.
Sul tema interviene ancora una volta l’associazione Movimento per la Salute dei giovani, che in una nota si appella all’assessore alla Salute Gucciardi: “Per onestà morale verso tanti piccoli ammalati, con le loro famiglie, si deve necessariamente prendere atto che per ritrasferire le attività transitorie di Cardiochirurgia Pediatrica da Taormina a Palermo non occorre aspettare la definizione dei lavori edili dell’IS.ME.P (Istituto Mediterraneo di Eccellenza Pediatrica) perché nel Capoluogo della Regione Siciliana, già dal 1882, esiste il considerevole e stimato Ospedale Pediatrico “Di Cristina” con le sue eccellenti divisioni specialistiche – scrive il presidente dell’associazione Fabrizio Artale -. E’ doveroso che l’Assessore Gucciardi insieme a tutte le istituzioni preposte si impegnino, senza altri indugi e rinvii, ad emanare disposizioni urgenti e risolutive. Per tutto ciò, si consideri la realistica possibilità di convertire il Centro di Taormina in Reparto di 2° Livello (procedure sanitarie preventive e diagnostiche non invasive) e di riorganizzare la Cardiochirurgia Pediatrica e le attività regionali di 3° Livello per i “GUCH” (Grown Up Congenital Heart) nel Capoluogo siciliano, che non è manchevole di requisiti appropriati a queste delicatissime attività cliniche. E’ una incombenza istituzionale, porre fine ad una inadatta ed incompleta funzione sanitaria del CCPM (Centro Cardiologico Pediatrico del Mediterraneo) che, incontestabilmente, non doveva mai essere attualizzata”.

