Caro bollette, “Comuni a rischio default”: appello di Mancuso - Live Sicilia

Caro bollette, “Comuni a rischio default”: appello di Mancuso

Il sindaco di Adrano, presidente dell'Ati di Catania, si rivolge ai deputati Ars e nazionali affinché tentino di risolvere il "caso Sicilia".

CATANIA – “Ora e subito“. In tre parole c’è tutta l’urgenza di un intervento legislativo per evitare che i Comuni siano costretti a pagare cifre impressionanti per l’energia elettrica. A scrivere una lettera indirizzata all’Assemblea regionale siciliana è Fabio Mancuso, sindaco di Adrano e presidente dell’Ati (Assemblea territoriale idrica) di Catania. In una missiva, Mancuso parla della “anomalia del «Caso Sicilia», che rischia di mettere a dura prova l’equilibrio economico, finanziario e sociale del nostro sistema regionale”.

“Com’è noto – scrive Mancuso – l’aumento spropositato del costo dell’energia elettrica incide, ormai da tempo, sui Comuni e sulle società chiamate a gestire servizi pubblici essenziali, con grave nocumento per i bilanci e per l’efficienza dei servizi resi al cittadino”. Fin qui, niente di nuovo. A impensierire Mancuso, però, è una data: il 25 novembre 2022, quando è stato aggiudicato il “servizio di salvaguardia” dell’energia elettrica. Un servizio regolamentato dall’Arera e dedicato a chi temporaneamente, non abbia ancora un operatore. In Sicilia, ad aggiudicarsi l’asta per il biennio 2023-2024 è stata Enel Energia. Con un’offerta che registra un aumento del 1037,1 per cento rispetto all’offerta precedente (2021-2022).

A essere aumentato così tanto è il cosiddetto parametro Omega, cioè la maggiorazione offerta da Enel Energia all’asta pubblica, che si somma al costo medio di mercato dell’energia elettrica. Per provare a semplificare, se l’energia all’ingrosso costasse, in media, un euro a chilowattora, chi usufruisce del servizio di salvaguardia dovrebbe pagare un euro più Omega (più altri costi gestionali di diverso tipo).

Secondo quanto riferito da Mancuso, “240 su 390 Comuni siciliani si trovano in regime di salvaguardia, a cui sommare le società che gestiscono servizi a rete di interesse economico generale”. Secondo il calcolo del sindaco, una pubblica amministrazione avrà un costo per l’energia elettrica “stabilmente superiore a 500 euro per megawattora“. “È un disastro annunciato”, aggiunge Fabio Mancuso.

“Il «caso Sicilia» comporta che i nostri Comuni e le nostre società, chiamati a garantire servizi pubblici essenziali imprescindibili, verranno allora investiti da inevitabili squilibri economico finanziari, saranno condannati a ipotesi di dissesto e di insolvenza“, spiega il presidente dell’Ati Catania. “La classe dirigente siciliana – dichiara – non può assumersi la responsabilità storica, politica, morale, di assistere importente al fallimento del sistema isolano”.

La soluzione potrebbe arrivare da un emendamento alla legge di bilancio nazionale presentato a firma dei deputati siciliani Anthony Barbagallo e Ubaldo Pagano, che parla della calmierazione dei prezzi del servizio di salvaguardia. Però, aggiunge Mancuso, “iniziative come questa impongono un sostegno convinto e indefettibile dei parlamentari siciliani di qualsivoglia colore politico“.

Il suggerimento di Fabio Mancuso per l’Assemblea Regionale Siciliana è una “seduta stabile, di concerto con il governo, per individuare qualsiasi misura possibile per evitare il peggio“. Trovare, magari, fondi di garanzia per sostenere i maggiori costi energetici, avviare meccanismi di finanziamento per permettere alle pubbliche amministrazioni di rivolgersi al mercato libero, anziché rimanere clienti di un servizio di salvaguardia diventato troppo costoso.

“Nessun mercato, nessun sistema liberale può aprire voragini sociali e diseguaglianze“, aggiunge Mancuso. Invitando, infine, al sostegno dell’emendamento dei deputati democratici Barbagallo e Pagano (quest’ultimo pugliese, non siciliano). Concludendo con l’urgenza: “Hic et nunc. Ora e subito”.


Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI