“Ogni volta che l’Etna impone la chiusura di Fontanarossa, la Sicilia dev’essere preparata. La ‘variabile Etna’ non è più un’emergenza imprevedibile, ma una condizione con cui il sistema aeroportuale regionale deve imparare a convivere attraverso protocolli operativi standard e una regia coordinata del traffico aereo”. A scriverlo su Facebook è la deputata nazionale di Fratelli d’Italia Carolina Varchi. “Nei dieci giorni di stop a Catania – continua – Punta Raisi ha gestito oltre 700 voli e 112 mila passeggeri aggiuntivi, circa 11 mila al giorno. Un risultato raggiunto grazie alla professionalità degli operatori e della direzione del ‘Falcone e Borsellino’, nonostante l’assenza di un piano coordinato e organico tra le società di gestione”.
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Il post di Carolina Varchi
“Questi numeri – sottolinea Varchi – dimostrano che Palermo è uno scalo di qualità capace di fronteggiare anche le emergenze: Punta Raisi possiede un potenziale reale di crescita strutturale e può assumere un ruolo ancora più importante nei collegamenti nazionali e internazionali”. “È il momento di costruire un vero sistema ‘Sicilia Hub’ – suggerisce – una rete tra tutti gli aeroporti dell’Isola, con una programmazione comune e funzioni integrate. Significa anche rendere finalmente sistemico il rapporto tra Catania e Comiso, valorizzando il potenziale ancora parzialmente inespresso dello scalo ibleo che a breve vedrà aumentare la propria capacità ‘cargo’”.
“La Sicilia, anche grazie alla prospettiva aperta dal Piano Mattei del Governo Meloni, può diventare il crocevia di merci e persone nel Mediterraneo. Palermo Capitale dell’Euromediterraneo passa anche da un aeroporto internazionale più forte e da un sistema aeroportuale regionale capace di trasformare le criticità in opportunità di sviluppo”, conclude la deputata nazionale di FdI.




