PALERMO – “Credo che le due amministrazioni di centrodestra, a Palermo e alla Regione, sono due realtà che hanno dato dei buoni risultati e il buon lavoro non può che avere bisogno di ulteriore tempo per essere perfezionato. Poi, insieme a tutta la coalizione di maggioranza, va fatto un ragionamento su come rafforzare questa possibilità. Credo che il concorso di tanti, che stanno cercando di portare delle nuove idee, vada auspicato. Noi partiamo però da un dato di fatto: in questi anni abbiamo avuto due ottimi amministratori. Se sono favorevole quindi alla logica della ricandidatura degli uscenti? Assolutamente sì”. Lo ha detto Marcello Caruso, assessore regionale alla Salute ed ex coordinatore regionale di Forza Italia in Sicilia, a margine di una iniziativa a villa Magnisi a Palermo.
“Grandissimi risultati dal governo Schifani”
“Il governo Schifani ha sicuramente prodotto grandissimi risultati – ha proseguito – dal risanamento dei conti, all’avere apportato innovazioni in campi importanti come quello dell’ambiente, attraverso i termovalorizzatori, ad esempio. Abbiamo sicuramente risvegliato un’economia che era sopita e che in questi anni ha trovato nella Regione un supporto fondamentale per avere un momento di crescita. Abbiamo assistito infatti alla crescita del Pil, dell’occupazione e tutti questi sono risultati che meritano un rapporto di continuità amministrativa e politica”.
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“Sul piano rientro sanità non credo che ce la faremo entro l’anno”
“Sul piano di rientro dal disavanzo sanitario della Regione siciliana abbiamo una interlocuzione già aperta con il ministero delle Finanze, al quale abbiamo rappresentato i notevoli passi in avanti compiuti e anche i piani fatti con le aziende sanitarie, ma non credo che ce la faremo entro l’anno”, ha aggiunto l’assessore regionale alla sanità.
“Stiamo chiaramente cercando di riorganizzare il nostro sistema finanziario sanitario e i passi sono sicuramente positivi – ha proseguito – ma è chiaro che ancora non siamo nelle condizioni di poter dire che siamo esonerati da questo problema. Ad esempio, abbiamo l’impossibilità attraverso i tetti di spesa di poter fare nuove assunzioni. Credo che il sistema sanità debba interrogarsi su come uscire fuori da certe situazioni, ma credo anche che ci si debba sedere per capire come la precarietà non diventi lo strumento migliore per superare le difficoltà. Noi abbiamo sicuramente migliorato lo stato delle cose, ma è chiaro che il sistema ha bisogno di avere la possibilità di fare una programmazione che spesso ci viene impedita da quelle che sono le limitazioni operate nei confronti delle regioni”, ha concluso Caruso.




