La dedica, il libro: "A Messina Denaro, uomo di immensa virtù"

Il libro, la dedica: “A Matteo MD, uomo di immensa virtù”

Sequestrato a casa di una delle sorelle del capomafia

PALERMO – C’era un libro a casa di Bice Messina Denaro, una delle sorelle del capomafia. I carabinieri lo hanno trovato nel corso di una perquisizione lo scorso 16 gennaio, poco dopo l’arresto del latitante.

“Il giovane Holden” di Salinger è il volume trovato nell’abitazione di Castelvetrano. C’è una dedica scritta con una penna di colore verde: “A Matteo MD, l’uomo di immensa virtù dotato di un grande senso umanitario…”.

Il libro di Messina Denaro

La frase prosegue con parole, sigle, riferimenti incomprensibili a chi non è di famiglia. Anche su questo lavorano i magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Palermo. La dedica descrive un contesto dai valori distorti. Non c’è umanità dove ci sono morte e mafia.

Eppure negli anni è più volte emersa la venerazione che in tanti hanno provato e provano nei confronti del capomafia. Non c’è solo il libro con la dedica a Messina Denaro.

Qualche tempo fa una microspia captò una conversazione fra il cognato, Gaspare Como, e Vittorio Signorello. Quest’ultimo aveva casualmente scoperto che nella sua macchina c’era una microspia. Dopo averla distrutta si era spostato dentro una casa a Triscina, sottovalutando che anche lì potessero ascoltare le sue conversazioni.

Paragonati a dei santi

Dialogando con Como, Signorello diceva: “… una statua gli devono fare… una statua…. Padre Pio ci devono mettere allo zio Ciccio e a quello accanto… Quelli sono i santi”.

Si rendeva conto che le sue erano parole forti, ma non faceva alcun passo indietro: “Significa essere colpevole? Arrestami… che fa… non posso dire quello che penso?” Meglio lo “stragista” Messina Denaro che i politici che ci governano: “… mangia e fai mangiare… voi altri tanto mangiate… state facendo diventare un paese… l’Italia è uno stivale pieno di merda…”.

Le frasi choc sul piccolo Di Matteo

In odore di santità, idolatrati. Don Ciccio Messina Denaro e il figlio Matteo. Negli anni si sono udite parole raccapriccianti. Come quando Signorello, uomo di fiducia della famiglia, parlava dell’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo: “Allora ha sciolto a quello nell’acido, non ha fatto bene? Ha fatto bene… se la stirpe è quella… suo padre perché ha cantato?”.

Chi lo ha sempre difeso e protetto sono state le sorelle. Rosalia e Patrizia sono andate oltre divenendo esse stesse associate mafiose, mentre Bice e Giovanna sono rimaste fuori da inchieste e processi. E poi ci sono coloro che lo hanno sostenuto, moralmente ed economicamente su cui si concentra il lavoro degli investigatori.


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