La guerriglia delle correnti| Tutte le pene che dilaniano il Pd

La guerriglia delle correnti| Tutte le pene che dilaniano il Pd

Da Catania a Palermo, catalogo dei conflitti interni ai dem. Oggi all'Ars le ex Province.

PALERMO – La guerra in casa Pd in fondo non è una novità. Ma lo scenario che va prendendo corpo tra i democratici siciliani ormai è sempre più quello della guerriglia. Con un grappolo di conflitti che agitano il partito. E che fanno guardare con una certa apprensione al delicato passaggio parlamentare di domani, quando a Sala d’Ercole ci sarà da mettere la pezza al grande pasticcio delle ex Province, votando la norma che Roma chiede per non impugnare di nuovo il tutto. La settimana scorsa non se ne fece niente. Provvidenziale fu l’assenza del governo, che fece rinviare i lavori al presidente Ardizzone, proprio mentre nel Pd soffiavano venti poco rassicuranti.

Da allora a oggi non risulta ci siano stati chiarimenti o passaggi che abbiano riportato il sereno nel partito. Dove resta alta la tensione. Anzi, le tensioni. La madre di tutti le guerre resta quella, eterna tra Rosario Crocetta e Davide Faraone. Uno scontro senza fine che nelle ultime ore si è riacceso sul fronte dei rifiuti. Il governatore chiede la proroga dell’emergenza per realizzare gli impianti, Roma pare che pensi alle navi, e tra i due rivali il battibecco continua, con Crocetta che oggi è sembrato quasi cedere: “Se il governo centrale vuole portare la spazzatura all’estero faccia pure”.

Ma la guerra tra i renziani e il governatore (che quasi non fa più notizia) non è l’unico conflitto che agita il partito. Altre guerriglie divampano sui territori. C’è anzitutto quella tutta catanese che vede contrapposto il sindaco Enzo Bianco, lanciatissimo dopo lo spot del Patto per Catania con Matteo Renzi, e Luca Sammartino. Le tensioni degli ultimi giorni hanno portato alle dimissioni di un assessore comunale e a uno scontro interno al gruppo consiliare che oggi ha praticamente due capigruppo. Un caos stigmatizzato dal segretario cittadino del partito Enzo Napoli.

Intanto, nelle stesse ore a Palermo si consumava un botta e risposta al vetriolo tutto interno al partito, acceso dall’inchiesta che riguarda il giornalista Pino Maniaci, che, secondo gli investigatori, avrebbe provato ad estorcere denaro e favori ai sindaci di Borgetto e di Partinico. Quest’ultimo comune è guidato da Salvatore Lo Biundo, esponente dem considerato vicino all’assessore regionale Antonello Cracolici. Il segretario provinciale del partito Carmelo Miceli, renziano, ha invocato la commissione di garanzia, il presidente regionale del partito, Giuseppe Bruno (anch’egli renziano e braccio destro di Faraone) ha chiesto l’espulsione del sindaco, a difesa del quale è intervenuto il responsabile organizzativo regionale Antonio Rubino (vicinissimo a Cracolici). Che a sua volta ha accusato i renziani di “doppia morale”: “Come mai, vista la sua sensibilità, il presidente del Pd ha taciuto fino ad ora in merito all’inchiesta che ha visto coinvolto per fatti gravissimi un consigliere comunale di Siracusa? Forse perché della sua area?”, ha attaccato Rubino, rievocando la vicenda del consigliere aretuseo arrestato con altre due persone perché trovati prima dell’imbarco su un traghetto per Malta con 20 chili di marijuana in un trolley.

Le cose non vanno troppo meglio altrove. A Enna e Messina il partito è commissariato, spaccature in vista delle elezioni si sono registrate anche nell’Agrigentino. Insomma, i focolai di scontro sono numerosi e vedono contrapporsi le diverse correnti del partito in un clima vietnamita che potrebbe mettere a repentaglio anche il cammino a Sala d’Ercole, dove, in caso di ricorso al voto segreto, si potrebbero consumare regolamenti di conti. La posta in gioco però è molto alta. Un passo falso sulla riforma delle ex Province, su un emendamento sostenuto da tutti i capigruppo, avrebbe un effetto devastante da un punto di vista politico. Da qui lo forzo di ottimismo nella maggioranza, che si augura di superare indenne lo scoglio di domani. Non mancheranno altre occasioni per affilare le armi.


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