CATANIA – Fiori al posto della panchina di pietra lavica, quella dove ieri alle 10.30 era seduta Patrizia Scalora con sua figlia. Quella panchina di piazza Cutelli spazzata via dalla forza della caduta della palma, la stessa palma che ieri ha travolto uccidendola la 49enne di Carlentini. Un mazzo di fiori, portato lì dai rappresentanti del quartiere della Civita, e altri tre bouquet. Una rosa color rosa poggiata sul muretto e anche dei fiori dentro una bottiglia di plastica. I residenti di questo pezzo di centro storico hanno voluto lasciare un segno tangibile di vicinanza alla famiglia della vittima: al marito e ai due figli. Il sottufficiale della Guardia di Finanza ieri ha guardato impotente il corpo senza vita della moglie.
Una tragedia. Patrizia Scalora è morta. Quello che è più terribile è immaginare il dolore atroce della figlia 19enne che ha dovuto assistere, inerme, alla morte della madre. Questa mattina a piazza Cutelli, spogliata delle palme, si respirava una parvenza di normalità, con gli studenti seduti sulle panchine con gli appunti universitari in mano, sui muretti i ragazzi che digitavano sul touch screen del cellulare e alcuni giovani con alle orecchie le cuffie dell’ipad. Al bar i turisti assaggiavano cannoli o granite. Ma nel sottofondo si sentivano i mormorii degli esercenti, dell’edicolante, del barman del chiosco, ancora increduli, davanti al dramma accaduto ieri. “Una scena atroce” raccontava ieri un uomo. E le urla della figlia sembrano ancora risuonare dai muri dei palazzi che circondano piazza Cutelli. La civita è scossa. Catania tutta è scossa. Quanto accaduto ieri sarà difficile da dimenticare. Per tutti.
Oggi è il giorno del dolore. Catania e Carlentini sono uniti dal filo del lutto e del cordoglio. Un laccio invisibile lega la Civita alla cittadina siracusana che questo pomeriggio ha dato l’ultimo abbraccio a Patrizia. I funerali si sono celebrati nella parrocchia Cuore Immacolato di Maria e Sant’Anna. Ad officiare il rito funebre è stato l’arcivescovo Salvatore Pappalardo.
Lacrime e commozione attorno al feretro, accolto in chiesa dagli applausi. E poi, commoventi le parole del marito, diacono e sottufficiale della Finanza, che con voce rotta ha detto “addio” alla sua consorte. Straziati dal dolore i due figli che hanno seguito il rito uno accanto all’altra. Quasi a volersi dare forza. C’era anche il padre di Patrizia, che alla fine della celebrazione liturgica ha abbracciato il genero. Presenti anche il vicesindaco di Catania, Marco Consoli e il comandante provinciale della Finanza di Catania, Roberto Manna. Amici, parenti, un paese intero ha voluto partecipare all’estremo saluto per la 49enne.




