Catania, i big che non ti aspetti | Imbarazzo della scelta per il derby - Live Sicilia

Catania, i big che non ti aspetti | Imbarazzo della scelta per il derby

A poche giornate dalla conclusione del campionato, il Catania si ritrova con alcuni protagonisti sicuramente poco annunciati. Le ultime due gare hanno messo in vetrina Castro e Terracciano, ma anche altri giocatori sono pronti a dire la loro nel finale di stagione.

calcio - serie b
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CATANIA – La storia del calcio insegna che si gioca, si vince e si perde in undici, ma negli ultimi anni, in tutte le categorie, il valore della panchina per ciascuna squadra si è rivelato fondamentale. E anche una squadra come il Catania, costruita per distruggere la concorrenza con una rosa decisamente di altra categoria, non poteva rappresentare un’eccezione a questo adagio del calcio moderno. Così, tra i volti decisamente più noti di gente come Maniero, Rosina, Calaiò e gli altri “big”, almeno per la cadetteria, a disposizione di mister Marcolin, sbucano quelli di due giocatori divenuti all’improvviso decisivi per le sorti della formazione rossoazzurra. Stiamo parlando di Lucas Castro e Pietro Terracciano, i protagonisti che non ti aspetti in una fase tanto delicata quanto decisiva per le sorti del calcio a Catania, sia per la stagione singola che per il futuro del club.

Il primo rientrava nel novero dei protagonisti annunciati alla vigilia di quella che doveva essere la stagione dell’immediato ritorno del Catania nell’Olimpo del calcio italiano, ma sia le aspettative nei confronti dell’argentino, che quelle riposte sull’intera formazione etnea sono state ben presto ridimensionate. El Pata ha vissuto un mese di gennaio sempre in bilico, tra la possibilità di “evadere” e avere una sorte simile a quella dei suoi illustri connazionali, da Spolli a Leto passando per Peruzzi, Monzon, Calello e l’uruguaiano Rolin, e la grande occasione di rilanciarsi in rossoazzurro sotto una nuova guida tecnica, quella di Marcolin. Così, per Lucas Castro sono arrivati tre gol sicuramente importanti: in primis quello del definitivo pareggio al “Massimino” contro il Crotone, che ha evitato una sconfitta clamorosa; poi quello dell’illusorio vantaggio, sempre in casa, contro il Frosinone, che non ha portato punti alla causa etnea ma sicuramente ha restituito fiducia al giocatore; infine il secondo dei tre gol catanesi a Varese, in una gara cruciale per l’argentino che era stato chiamato a sostituire un pilastro della squadra, come Ale Rosina.

Terracciano ha invece vissuto una stagione sull’ottovolante, essendo partito quasi alla pari con il giovane Frison nelle gerarchie imposte da Maurizio Pellegrino, salvo poi veder arrivare un collega esperto e collezionista di promozioni come Luca Anania. L’infortunio e la conseguente rescissione del contratto dell’ex pescarese sembrava spalancargli le porte dell’undici titolare, ma la gestione del mister siracusano, e quella successiva di Sannino portavano alla conferma tra i pali di Frison, nonostante qualche amnesia imperdonabile. Poi l’arrivo di Marcolin, l’addio in direzione Sampdoria dell’ex vicentino e l’acquisto di Gillet durante la finestra invernale di mercato. Una gerarchia tra portieri divenuta più stabile e che ha dato maggiore serenità allo stesso Terracciano, il quale si è accontentato del suo ruolo di secondo ma con la chiara intenzione di sfruttare ogni singola occasione. Questo deve essere stato l’atteggiamento che deve aver accompagnato il portierino di San Felice a Cancello nella doppia sfida contro Avellino e Varese: zero gol subiti, non tantissimi interventi ma decisivi per riuscire a portare a casa sei punti fondamentali per la corsa del Catania verso la salvezza.

Così il Catania scopre due nuovi protagonisti per il finale di stagione. Sarà difficile attendersi la presenza in panchina di gente forte e navigata come Gillet e Rosina, ma Marcolin ha ora la consapevolezza di poter contare su altri giocatori pronti a dare il massimo per trascinare i rossoazzurri fuori dalle sabbie mobili della classifica.


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Commenti

    Mah, “messo in vetrina”…”i big”…mah! Una partita vinta troppo facilmente e sulla quale non sono state più accettate le scommesse (troppe sul 2) e un’altra vinta di misura con un rigore e che poteva finire con qualsiasi altro risultato. Riecco i catanesi…siamo in corsa per i play off, derby col Palermo, scudetto e ciempion ligghi, cessione di Castro e Terracciano al Barcellona per 100 milioni.

    Trapani-Catania: paista chi saidde!

    E’ incredibile, 2 vittorie accomegghiè da una squadra destinata al fallimento, e salta subito fuori la presunzione e l’enfasi anche e principalmente della stampa locale, di un’ambiente grottesco e provinciale che non smette di far ridere l’Italia intera.

    Ancora fiumi di parole su questi liotri. Cominciate a parlare di ricostruzione e, forse, di pronta risalita in serie B (sempre se non falliscono) perché sono già nella fossa della lega pro (non con un piede, ma ben seppelliti). Anche vincendole tutte, retrocederanno lo stesso. Anche se danno 100 punti di penalizzazione alle ultime 30 della serie cadetta, retrocederanno lo stesso. Anche se vendono l’Etna per non so quanti miliardi di trilioni di euro e possono permettersi di comperare qualsiasi giocatore, Messi non verrà mai a giocare nella squadra della città i cui abitanti hanno fatto ridere il mondo intero con quella sfigatissima festicciola e il loro successivo e immediato funerale. “Catanesi”, al sol setir questo vocabolo si ride in ogni parte del globo (e ancora dobbiamo scoprire forme di vita su altri pianeti…rideranno anche quelle). Siete ridicoli, puffetti strisciati di rosso. Tranquilli, c’è lo scudetto gobbo per festeggiare e forse anche la coppa italia…avete preparato trombette e bandierine per la festa di quest’anno sotto l’elefantino triste?

    I Big che non ti aspetti…… l’imbarazzo della scelta…….. mah! Ho il sospetto che questi articoli li scrive Turi o Agatino……… Ma imbarazzo della scelta de che?? Parliamo do Chrapek, Sauro, Escalante, roba buona per lo scaro per, l’ortofrutticolo….. incredibile.
    Ma scrivete che la squadra è prossima alla lega pro o al fallimento, serietò ci vuole non le solite chiacchiere spocchiose da catanesi. Non vi resta che riesumare la cordoncino del rosario di ninuzzu e cominciare a pregare, ma ormai pure sant’agata vi ha abbandonato

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