Catania, mafia: 30 imputati del clan Santangelo - Live Sicilia

Cosa nostra, i boss e il pentito della lettera: 30 imputati

È in corso l'udienza preliminare dell'inchiesta Adrano Libera contro il clan Santangelo.
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CATANIA – Vincenzo Rosano, collaboratore di giustizia come anticipato da LiveSicilia dallo scorso 3 maggio, potrebbe essere sentito il prossimo 16 giugno. L’occasione è l’udienza preliminare – che si è già aperta – del processo figlio dell’inchiesta ‘Adrano Libera’, dove il neo aspirante pentito è anche imputato assieme al figlio Nicolò. L’operazione, condotta da Squadra Mobile e Commissariato di Adrano, è partita a seguito dell’affissione dei necrologi nel 2017 dedicati a Valerio Rosano, l’altro figlio del boss adranita ‘detto pipituni’ che è ormai nel programma di protezione da cinque anni. Una scelta che lo ha portato ad essere rinnegato dalla famiglia (anche mafiosa) con un gesto plateale, come l’annuncio dei finti funerali del giovane. Ad Adrano arrivarono le telecamere di Striscia La Notizia che intervistarono diversi cittadini chiedendo di farsi un selfie con la frase la ‘mafia è una montagna di merda’. E ai microfoni del tg satirico finì anche Toni Ugo Scarvaglieri, che per gli inquirenti è considerato tra gli organizzatori del clan Santangelo-Taccuni, espressione di Cosa nostra catanese.

Dalle indagini è stato possibile delineare l’organigramma di comando: Gianni Santangelo sarebbe al vertice, un gradino sotto, invece, Antonino Bulla, Giuseppe La Mela, Antonino La Mela, Ugo Toni Scarvaglieri e Carmelo Scafidi. Gli affari sono quelle tradizionali dei clan mafiosi: pizzo e droga. Le estorsioni avrebbero portato una grossa fetta di liquidità alle casse del clan. “Ci campiamo con le estorsioni questo mese”, commentava Gianni Santangelo intercettato. Ma per fare soldi facili ci sarebbero stati anche furti bancomat, come quello del 2017 ai danni del Credito Emiliano che ha fruttato un bottino che supera i 20 mila euro. 

Prima quindi di passare alla scelta dei riti, la gup Anna Maria Cristaldi potrebbe dire sì alla richiesta formulata in una lettera di Vincenzo Rosano di essere interrogato per poter dire la “sua” sugli altri imputati. Nella missiva, come pubblicato da LiveSicilia, si fanno nomi e cognomi di chi avrebbe gestito il clan e il traffico di droga. Un’epistola scritta molto in ‘giuridichese’ con sezioni dedicate ad ogni capo di imputazione. Il collaboratore tra le righe fa capire di poter dire molto di più rispetto a quanto emerge dal processo. Rosano sta riempiendo verbali e verbali con il pm Andrea Bonomo che sicuramente potrebbero portare ad aprire fascicoli, forse anche su diversi omicidi irrisolti del passato. 

L’ultima udienza si è aperta proprio con l’annuncio del pm Giuseppe Sturiale della notizia della collaborazione di Vincenzo Rosano che poi in videoconferenza ha spiegato i motivi annunciando l’invio della lettera alla gup. Il giudice prendendo atto della novità ha aggiornato alla prossima settimana. L’audizione del neo pentito si annuncia lunga, visto che sono trenta gli imputati su cui potrebbe dire qualcosa. 

I nomi degli imputati

Antonino Amato, Giuseppe Arena, Kevin Bua, Antonino Bulla, Vincenzo Bulla, Fabio Castelli, Emir Dati, Antonino D’Agate, Nicolò D’Agate, Salvatore Diolosà, Salvatore Placido D’Oca, Antonino Foti, Salvatore Foti, Rosario Galati Massaro, Antonino La Mela, Giuseppe La Mela, Domenico La Villa, Roberto Leonardi, Nicolò Liotta, Federico Longo, Giovanni Managò, Domenico Mannino, David Palmiotti, Nicolò Rosano, Vincenzo Rosano, Domenico Salamone, Gianni Santangelo, Carmelo Scafidi, Toni Ugo Scarvaglieri, Ignazio Vinciguerra. 


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