PALERMO – “Mio padre fu un precursore in un momento in cui non si parlava di mafia e lo Stato forse non era ancora pronto a contrastare il fenomeno mafioso. Era consapevole del rischio che correva, sapeva che si scontrava con una mafia non disposta a perdonare. Ciò non l’ha fermato, ha solo velato di tristezza il suo sorriso”. Lo ha detto Caterina Chinnici, figlia del giudice Rocco Chinnici, ucciso dalla mafia 30 anni fa a Palermo, nel corso della cerimonia di commemorazione della strage. “Le sue preoccupazioni andavano – ha aggiunto – per gli uomini della scorta e per i cittadini. Raccomandava ai bambini che giocavano sotto casa di non rimanere davanti al portone quando arrivava lui”. “Il suo sacrificio – ha concluso – ha segnato una svolta. Il seme che ha piantato ha dato buoni frutti”. Al termine della manifestazione l’attrice Pamela Villoresi ha letto alcuni brani del libro su Chinnici ”Cosi’ non si puo’ vivere”.
"Era consapevole del rischio che correva, sapeva che si scontrava con una mafia non disposta a perdonare".
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