Crocetta e assessori, autisti cercasi | In Sicilia il paradiso delle auto blu

Crocetta e assessori, autisti cercasi | In Sicilia il paradiso delle auto blu

I pensionamenti hanno ridotto all'osso l'organico. Così, la Regione è in cerca di venti dipendenti regionali disposti a trasformarsi in conducenti delle vetture di rappresentanza della giunta. Ma il simbolo della "casta" si trova un po' dovunque: dalle Asp ai Liberi consorzi. UNA VITA A UN PASSO DAL POTERE, CHI E' L'AUTISTA DELLE AUTO BLU

PALERMO – Le auto blu in Sicilia sono troppe? Nessun problema. Invece di ridurle, basta cercare altri autisti. Proprio così. Le vetture status symbol della casta, nell’Isola sono tante. Più di ogni altra parte d’Italia. Eppure, in qualche caso mancano i conducenti. Proprio quelli destinati ad accompagnare il presidente della Regione e i suoi assessori. Per questo motivo, il governo regionale si sta affrettando a cercare autisti in ogni ramo della pubblica amministrazione. Ne servono venti. Dipendenti regionali pronti a lasciare il proprio dipartimento per iniziare la nuova carriera. Perché un auto blu senza un autista non è poi così blu.

A svuotare di autisti la Regione sono state le recenti norme sul prepensionamento. “Considerato il numero di unità di personale di questo Autoparco con mansione di autista già collocato in quiescenza o in procinto di esserlo – si legge nell’Avviso del dipartimento Funzione pubblica – al fine di garantire i servizi di mobilità in conformità a quanto previsto dalle norme di riferimento vigenti, si richiede prsonale regionale inquadrato a tempo indeterminato con qualifica di operatore o collaboratore disposto ad assumere la mansione di conducente degli automezzi regionali con sede in Palermo presso l’Autoparco regionale e in Roma presso il dipartimento Affari extraregionali”.

Servono venti autisti, specifica la Regione, per garantire quei servizi elgati alla mobilità, al traposto merci e alla rappresentanza. E lo strumento utilizzato per reperire questi dipendenti è quantomeno “originale”. La capodipartimento della Funzione pubblica Luciana Giammanco, infatti, ha diffuso una “manifestazione di interesse”. Saranno i regionali interessati a cambiare mansione e trasformarsi in piloti a “autosegnalarsi”. Un meccanismo che potrebbe consentire di sveltire le operazioni, evitando i paletti fissati dalle regole sulla mobilità. “Ma sia chiara una cosa – precisa la dirigente – alla Regione le auto blu sono diminuite, e pure di molto. Abbiamo anche deciso di ridurre la potenza di queste macchine: le vetture di servizio sono delle semplici Panda, mentre per quelle destinate alla giunta siamo scesi di cilindrata e quindi anche con i costi”. Eppure, servono altri autisti: “I pensionamenti passati e del prossimo futuro ci porteranno – spiega la dirigente- a una situazione paradossale: avremo più auto che autisti”.

Nonostante i tagli di Palazzo d’Orleans, però, le auto blu in Sicilia sono ancora lì. E sono tante. “Ma la maggior parte di queste – sottolinea Giammanco – sono rinvenibili negli enti collegati alla Regione, nelle Asp o nei Comuni dove il governo non può fare molto”. O meglio, potrebbe fare. Intervenendo ad esempio nei confronti degli amministratori delle aziende partecipate e degli enti regionali, oltre che sui manager delle Asp siciliane.

Di sicuro c’è che la Sicilia rimane la Regione col maggior numero di vetture di rappresentanza. Sono 657 quelle a disposizione delle pubbliche amministrazioni siciliane, 150 in più della Campania, oltre duecento in più della Lombardia. E in questi numeri non vanno comprese le cosiddette “vetture di servizio” (auto di piccola cilindrata utili all’attività ‘operativa’ degli enti). Con queste ultime il numero complessivo sfiora le tremila unità. Stando infatti al recente documento-censimento del Formez, per auto blu vanno considerate le “vetture di rappresentanza utilizzate dai vertici delle amministrazioni in uso esclusivo o non esclusivo, quelle a disposizione degli uffici e servizi con autista e quelle a disposizione degli uffici senza autista se di cilindrata superiore ai 1.600 di cilindrata”. E queste macchine sono un po’ dovunque. Da tre anni, ad esempio, “servono” un ente che di fatto non esiste: 150 vetture sono infatti sono a disposizione dei Liberi consorzi di Comuni (le ex Province), da oltre due anni e mezzo commissariate. A Catania sono 37, ad Agrigento sono 34 le auto blu, a Messina 31, a Ragusa 24. Altre sono sparpagliate tra Asp ed enti regionali, al servizio della giunta di governo e dell’Assemblea regionale.

La Sicilia, insomma, è ancora terra di auto blu. Nonostante un calo nel 2014 di 77 vetture. Non abbastanza per perdere lo scettro. Le altre Regioni, infatti, sono molto distanti. Le auto blu di Sicilia, 657 in tutto come detto, corrispondono alla somma di quelle in dotazione alle Regioni Veneto, Piemonte, Toscana, Umbria ed Emilia Romagna. Ma presto la riduzione delle auto blu potrebbe essere imposta dal governo centrale. Viaggia infatti verso la Conferenza Unificata l’ipotesi di accordo che prevede di ridurre i costi e il numero delle cosiddette auto blu “entro il 31 dicembre 2016” per Regioni, Province e Comuni. Previsti alcuni paletti: la sforbiciata non potrà andare sotto il tetto delle 5 vetture previsto per i ministeri, facendo “salve” le amministrazione che “dispongono di una sola vettura”. Il provvedimento prevede una riduzione della spesa per le vetture del 70%. Ma la Sicilia, intanto, sta cercando nuovi autisti.

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