PALERMO – La Cgil Sicilia lancia l’allarme sulla situazione dei comuni in dissesto o pre-dissesto, un terzo dell’intero territorio regionale, denunciando l’assenza di misure dedicate nella bozza della Finanziaria nazionale.
A intervenire è il segretario generale Alfio Mannino, che parla di enti locali “abbandonati a se stessi” e di un governo regionale “silente” di fronte a una crisi che rischia di compromettere servizi essenziali e stipendi dei dipendenti.
Secondo Mannino, la bozza della manovra non prevede strumenti di sostegno per gli enti in difficoltà, ignorando le richieste avanzate da sindaci e parti sociali. “La crisi dei comuni ha un impatto diretto sui diritti di cittadinanza: nei territori in dissesto non vengono garantiti i servizi fondamentali”, afferma.
Da qui la richiesta di interventi immediati per assicurare liquidità, anche sotto forma di anticipazioni, e consentire agli enti di frenare l’aumento dei debiti e degli interessi.
La Cgil critica anche la Regione Siciliana per la mancata assunzione di responsabilità sul tema del personale precario, considerato essenziale per il funzionamento quotidiano degli uffici comunali. Il sindacato chiede al governo regionale di farsi carico del problema e di sostenere presso Roma le istanze dei comuni isolani. Un appello viene rivolto anche ai parlamentari nazionali eletti in Sicilia affinché intervengano in sede di approvazione della legge di bilancio.
Mannino ricorda inoltre che lo sciopero generale del 12 dicembre avrà tra i suoi obiettivi la tutela dei diritti di cittadinanza e la stabilizzazione del personale precario negli enti locali.

