Che sofferenza al pronto soccorso | Qualcuno salvi medici e pazienti

Che sofferenza al pronto soccorso | Qualcuno salvi medici e pazienti

L'ospedale 'Cervello'

Commenti

    Il risorso alla violenza è sempre da evitare e da condannare in una società che si definisce civile.
    Però è sintomatico di un malessere, di più, di una disperazione in cui si trova una parte della popolazione che, purtroppo, non dispone degli anticorpi necessari per non lasciarsi travolgere da essa.
    I veri colpevoli di tutto questo sono coloro che hanno ridotto la sanità pubblica in tali condizioni: certa politica, senza dubbio, per avere sconfinato oltre misura in un settore in cui sono fondamentali competenze e capacità organizzative, operando scelte inadeguate.
    Ma anche noi stessi, per avere sovente messo in pratica la “cultura dell’amico”, utilizzandola, oltre che per risolvere problemi burocratici, anche per trovare soluzioni personali più rapide e risolutive in ambito sanitario.

    Dal 2009 al 2014 ho avuto la sfortuna di frequentare diverse volte i Pronto Soccorso di Villa Sofia e dell’Ospedale Cervello. Potrei scrivere libri sul disagio vissuto sia dalle persone che ho dovuto accompagnare lì sia da me. Ma sopratutto potrei scrivere libri sul disagio vissuto dai medici del Pronto Soccorso. Una volta, a Villa Sofia, il medico che aveva in carico mia sorella aveva contemporaneamente altri 11 casi da affrontare. Come può un medico, che è un essere umano come tutti, mantenere la lucidità necessaria per lavorare in una simile bolgia? Eppure lo fanno, con abnegazione, professionalità e sopratutto con l’amarezza di una consapevolezza: che spesso il loro fare l’impossibile non basta per garantire un buon servizio all’utenza. Occorre investire sulla salute pubblica. Con investimenti che guardino ai correttivi da apportare a questo stato di cose (come le ormai improcrastinabili assunzioni di altro personale sanitario). E con un sano management che faccia in modo che gli investimenti non si traducano in quegli sprechi che in passato hanno reso la sanità pubblica ciò che adesso è.

    e che sofferenza per i pazienti costretti ad aspettare ore nei pronto soccorso

    Perché non mettono più sorveglianza…..più forze dell’ordine?

    ci vogliono più medici

    Hanno voluto ridurre i posti letto, hanno voluto chiudere molti ospedali, hanno voluto affidare la Sanità alla politica, hanno voluto castigare la meritocrazia a favore di primari che in realtà extra nazionali potrebbero a stento essere utilizzati come barellieri. Adesso è tardi per rimediare, facciamocene una sgradita ragione.

    quello che leggo sembra una civilissima rivendicazione, sicurezza per chi lavora. ma nessuno si è mai accorto di quanti medici e infermieri dormono durante il servizio di notte? a nessuno viene in mente di capire perche il turno 22/07 che vede impiegati personale da noi pagato alle 3.00 si danno il cambio e la prima muta va a dormire e la seconda che già si èfatto le sue ore di sonno prende servizio? nessuno vero? noi cittadini che paghiamo tutto, paghiamo anche i sanitari per dormire, ma shhhhh non si deve dire shhhh.

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Siamo abituati agli schiaffi salutari che la chiesa cattolica propone ai politici locali al governo, politici che per altro da sempre millantano appartenenze cattoliche, meno frequenti e forse altrettanto salutari sono le domande che la chiesa dovrebbe farsi sulla propria di presenza, sia in termini di servizi che un tempo erano capillari, mi riferisco a salesiani e vincenziani per esempio, sia ad un certo modo di vivere le fede in luoghi dove alla sobrietà che ti aspetti da una presunta povertà si oppone una ostentazione di ricchezza arrogante e pacchiana che non si capisce cosa abbia a che fare con il messaggio di Cristo. Per farla breve oltre ai servizi pubblici ormai totalmente assenti o rassegnati si associa una chiesa, che da quanto visto in questi giorni sembra affollare più i quartieri bene che le periferie e che in luoghi come lo zen e brancaccio sembra più un oggetto da vandalizzare come una qualsiasi panchina, tranne quando serve ad un video di matrimoni, battesimi etc. Ci dica la Curia cosa ha in campo allora, oltre alle critiche sacrosante ma anche facili, ai politici e alla classe dirigente locale che in gran parte si dice appunto cattolica

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