PALERMO – Il capo del dipartimento della Protezione civile Fabio Ciciliano ha firmato l’ordinanza con le misure previste per fronteggiare l’emergenza causata dal ciclone Harry e dalla frana di Niscemi. Dai fondi per le famiglie alla gestione delle ricostruzioni. Cosa prevede.
Ciclone e frana, il piano degli interventi
I presidenti delle Regioni sono nominati commissari delegati, potranno avvalersi delle strutture e degli uffici di Regioni, Province e Comuni e individuare soggetti attuatori, avvalendosi anche di Anas per il ripristino della viabilità. Entro 30 giorni, il presidente Renato Schifani dovrà sottoporre, all’approvazione del capo dipartimento della Protezione civile, un piano di interventi “con le misure e gli interventi, anche realizzati con procedure di somma urgenza”, con la stima dei costi previsti.
Bisogna attestare il nesso di causalità con l’emergenza, rendicontando le spese sostenute. I commissari delegati possono “erogare anticipazioni” dei costi necessari.
L’ordinanza stabilisce gli interventi che sono dichiarati “urgenti, indifferibili e di pubblica utilità ed, ove occorra, costituiscono variante agli strumenti urbanistici vigenti e apposizione di vincolo preordinato all’esproprio”. Numerose le deroghe alle normative vigenti, è presente un elenco di disposizioni e decreti. “Possono essere derogate – si legge nel documento – le tempistiche e le modalità di trasmissione all’ANAC della documentazione…dell’attività di vigilanza in materia di contratti pubblici”.
Previste procedure più veloci per l’analisi degli inquinanti presenti nei detriti da rimuovere e procedure veloci di approvazione dei progetti, che possono concludersi, come nel caso della conferenza dei servizi, in pochi giorni. Previsto anche supporto tecnico e amministrativo per gli enti locali. Insieme alle Regioni, la presidenza del Conisglio potrà presentare “una istanza di mobilitazione del Fondo di Solidarietà dell’Unione Europea”.
Contributi di autonoma sistemazione
I commissari potranno assegnare contributi ai nuclei familiari “la cui abitazione principale, abituale e continuativa sia stata distrutta in tutto o in parte, ovvero sia stata sgomberata in esecuzione di provvedimenti delle competenti autorità comunali, adottati a seguito degli eventi di cui in premessa, un contributo per l’autonoma sistemazione stabilito rispettivamente ni euro 400,00 per i nuclei familiari composti da una persona, ni euro 500,00 per i nuclei familiari composti da due persone, in euro 700,00 per quelli composti da tre persone, in euro 800,00 per quelli composti da quattro persone, fino ad un massimo di euro 900,00 mensili per i nuclei familiari composti da cinque o più persone”.
Se sono presenti anziani o invalidi, “è concesso un contributo aggiuntivo di euro 200,00 mensili per ognuno dei soggetti sopra indicati, anche oltre il limite massimo di euro 900,00 mensili previsti per il nucleo familiare”.
Prime misure economiche
Entro 60 giorni i commissari delegati dovranno stabilire quali sono le spese necessarie e gli interventi per il superamento dell’emergenza.
“Per attivare le prime misure economiche di immediato sostegno al tessuto sociale nei confronti dei nuclei familiari la cui abitazione principale, abituale e continuativa risulti compromessa, a causa degli eventi in rassegna, nella sua integrità funzionale, nel limite massimo di euro 5.000,00”.
E ancora, “per l’immediata ripresa delle attività economiche e produttive sulla base di apposita relazione tecnica contenente la descrizione delle spese a tal fine necessarie, nel limite massimo di euro 20.000,00 di contributo assegnabile ad una singola attività economica e produttiva”.
Sospensione dei mutui
“I soggetti titolari di mutui relativi agli edifici sgomberati o danneggiati – si legge nel documento – ovvero alla gestione di attività di natura commerciale ed economica, anche agricola, svolte nei medesimi edifici, previa presentazione di autocertificazione del danno subito, resa ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445 e successive modificazioni ed integrazioni, hanno diritto di chiedere agli istituti di credito e bancari, fino all’agibilità o all’abitabilità del predetto immobile e comunque non oltre la data di cessazione dello stato di emergenza, una sospensione delle rate dei medesimi mutui, optando tra la sospensione dell’intera rata e quella della sola quota capitale”.
Niscemi, le misure
L’ordinanza prevede “la realizzazione di una analisi del rischio idrogeologico nel territorio del comune di Niscemi e di un programma di indagini geognostiche, geotecniche e di monitoraggio strumentale finalizzato ad accertare le cause del dissesto idrogeologico, oltre che la predisposizione di un sistema di sorveglianza”. Per gli interventi necessari, si applicano le procedure previste nell’ordinanza.

