Ciclone e frana, l'emergenza in Cdm: in Sicilia cabina di regia

Ciclone e frana, ‘Stato di emergenza’ in Cdm: in Sicilia cabina di regia

Sul tavolo i fondi da stanziare e le procedure in deroga per gli appalti

ROMA – L’appuntamento è fissato alle 15.30 a Palazzo Chigi, sul tavolo del Consiglio dei ministri ci sono le due emergenze che attanagliano la Sicilia: i danni causati dal ciclone Harry e la frana di oltre 4 chilometri a Niscemi, in continuo peggioramento.

Il presidente della Regione Renato Schifani è volato a Roma, sarà designato commissario straordinario, ma prima ha seguito l’insediamento della cabina di regia sulle emergenze.

Ciclone e frana in Cdm

L’annuncio lo aveva fatto pochi giorni fa la presidente del consiglio Giorgia Meloni, un Cdm per dichiarare lo “Stato di emergenza” in Sicilia, Sardegna e Calabria. Ma, nelle ultime ore, si è aggiunto un nuovo allarme che sta attirando l’attenzione ai piani alti della protezione civile: il movimento franoso di Niscemi.

L’ipotesi, anticipata a LiveSicilia dal capo della protezione civile Salvo Cocina, è che possa trattarsi di un movimento tettonico della crosta terrestre. Non si tratterebbe, quindi, di un territorio che collassa per le piogge, che tra l’altro non sono state copiose: mille gli sfollati e un peggioramento nella notte che fa temere ulteriori conseguenze.

Priorità: stanziamenti e procedure

Due le direttrici del consiglio dei ministri, la prima riguarda lo stanziamento urgente dei fondi necessari per mettere in sicurezza i territori e realizzare i primi interventi di ricostruzione. Il presidente Schifani aveva già anticipato una stima dei danni, circa 741 milioni di euro. Ma durante il sopralluogo di ieri del presidente del Senato Ignazio La Russa, i sindaci hanno parlato di cifre che potrebbero far lievitare, ulteriormente, gli importi.

Per esempio, a Catania, soltanto per il lungomare, il primo cittadino Enrico Trantino parla di 120 milioni di euro di danni. Federico Rossi, gestore del lussuoso porto Rossi raso al suolo, parla di circa 80 milioni di euro. E ancora, Danilo Lo Giudice, sindaco di Santa Teresa di Riva, ha parlato di 60 milioni di euro “necessari” solo per il lungomare. In totale ci sono circa 300 chilometri di costa danneggiati.

Le emergenze e la paura della burocrazia

Sul fronte dei danni causati dal ciclone, l’emergenze principale riguarda gli apparati fognari di alcuni centri del messinese, tranciati dalle onde, che rischiano di provocare notevoli danni ambientali, soprattutto in vista della stagione estiva.

Ma non basta, ci sono i danni registrati dalle imprese, dagli abitanti e, appunto, quelli infrastrutturali. Non a caso, dall’opposizione, è arrivata la richiesta di destinare i fondi del Ponte sullo Stretto, respinta da La Russa, che l’ha bollata come “ideologica”.

Il nodo dei sub-commissari

Tra gli elementi centrali del provvedimento del Cdm, c’è il ruolo dei sindaci, dovrebbero essere designati come sub-commissari per attuare gli interventi necessari derogando alle procedure più temute: valutazione di impatto ambientale e gestione delle gare d’appalto.

Ciclone e frana, la cabina di regia

Intanto questa mattina a Palazzo d’Orléans si è insediata la cabina di regia operativa della Presidenza della Regione per l’emergenza maltempo. “Stiamo intervenendo in maniera più che tempestiva anche perché – ha detto il presidente Schifani – nel giro che ho svolto lo scorso fine settimana nel luoghi colpiti dal ciclone Harry ho potuto toccare con mano la disperazione della gente. I siciliani si aspettano che le istituzioni siano al loro fianco. E noi lo faremo, con grande senso di responsabilità. Mi aspetto la massima collaborazione tra tutti gli uffici della Regione. Ho chiesto che non si lavori per compartimenti stagni”.

“La priorità – ha aggiunto Schifani – è una: semplificazione globale delle procedure per la presentazione delle domande e le relative erogazioni dei contributi. Abbiamo già stabilito che la Commissione tecnica specialistica istituisca una sub-commissione ad hoc per evadere con celerità le autorizzazioni ambientali necessarie in questa fase. Abbiamo stanziato i primi fondi, presto ne arriveranno altri e dobbiamo usarli con la massima efficienza”.

I componenti

La cabina di regia sarà guidata direttamente dal presidente Schifani, mentre coordinamento e impulso sono stati affidati a Simona Vicari, già sottosegretario alle Infrastrutture e alle attività produttive ed esperta del presidente per tali materie. Ne fanno parte gli assessori al Territorio e all’ambiente Giusi Savarino, alle Infrastrutture e alla mobilità Alessandro Aricò e alle Attività produttive Edy Tamajo, oltre al capo di gabinetto della Presidenza Salvatore Sammartano, al capo della Protezione civile regionale Salvo Cocina, al direttore generale dell’Irfis Giulio Guagliano, al vice commissario della Struttura per il contrasto del dissesto idrogeologico Sergio Tumminello, al presidente della Commissione tecnica specialistica Gaetano Armao e a tutti i dirigenti generali interessati dalle attività che saranno necessarie per affrontare l’emergenza e la ricostruzione.

“Sono due aspetti che devono necessariamente procedere di pari passo – ha concluso Schifani – e in questo lavoro che ci attende dobbiamo tenere in considerazione il cambiamento climatico: è un dovere morale quello di ricostruire provando a impedire che eventi del genere abbiano effetti immani come è successo questa volta. Grazie alla tempestività degli interventi siamo riusciti a tutelare le persone, adesso lavoriamo affinché sia tutelato in futuro anche il territorio”.

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