PALERMO – Spaccio di cocaina anche a domicilio, con reperibilità a qualunque ora del giorno e della notte e due gruppi distinti di pusher sempre a disposizione. E’ ciò che la sezione Antidroga della squadra mobile di Palermo ha scoperto nel corso delle indagini dell’operazione “H 24”, che ha condotto a cinque ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal giudice delle indagini preliminari Guglielmo Nicastro, su richiesta del sostituto procuratore Maurizio Agnello.
Tra i clienti dei presunti spacciatori soprattutto liberi professionisti: avvocati, agenti commerciali, assistenti di volo che avevano a disposizione una sorta di servizio di assistenza ad hoc. La squadra mobile diretta da Rodolfo Ruperti ha accertato che la clientela, soprattutto quella della cosiddetta”Palermo bene”, poteva contare su cellulari sempre accesi e consegne della droga senza orario. I giovani spacciatori si organizzavano infatti con veri e propri turni di lavoro scanditi dal passaggio di un cellulare di servizio utilizzato per prendere le “ordinazioni”.
Fiumi di cocaina per i quali, in due mesi di indagini sono emersi numeri da capogiro. Più di ottocento telefonate al giorno per un totale di oltre 35 mila chiamate e circa settecento potenziali clienti contattati. Nello stesso arco di tempo i due gruppi hanno spacciato due chili di cocaina, per un giro d’affari di circa trecento mila euro. La droga è stata sequestrata.
In manette sono finiti Stefano Macaluso, 31 anni; Antonino Di Betta, 26 anni; Danilo Biancucci, 26 anni; Giovanni Fiorellino, 24 anni, Alessandro La Dolcetta, 20. Le intercettazioni hanno permesso di ricostruire le dinamiche in cui si muoveva la rete di spaccio e i due distinti gruppi di pusher. Del primo avrebbero fatto parte Macaluso e Di Betta, a disposizione dei clienti su turni lavorativi. Biancucci, Fiorellino e La Dolcetta sarebbero invece stati parte integrante del secondo gruppo.

