CATANIA – Durante la passata amministrazione comunale è stato presidente del Consiglio, carica che ricopre tutt’ora, fino a quando non si insedierà la nuova assemblea cittadina. Ed è stato anche il più giovane consigliere comunale eletto a Catania, occupando lo scranno ad appena 22 anni. Quella di Marco Consoli, 35 anni, è certamente una lunga esperienza all’interno del Palazzo di città, anche seide più tra i banchi dell’assise cittadina ma tra quelli del governo. A lungo esponente del Mpa di Raffaele Lombardo, Consoli è passato al Megafono del presidente Crocetta e oggi ricopre la carica di assessore della giunta targata Enzo Bianco con delega al Personale, alla Polizia Municipale, al Decentramento e all’Informatizzazione e alla semplificazione amministrativa.
Lei ha ricevuto numerose deleghe. Cosa ha trovato e da dove pensa di partire, ad esempio, per quanto riguarda il personale?
Ho senza dubbio ricevuto deleghe importanti, alcune in particolare, che costituiscono alcuni dei pilastri su cui poggia la macchina amministrativa. Per quanto riguarda il personale, voglio sottolineare che, dal punto di vista gestionale, devo solo apprezzare il lavoro dell’attuale direttore; relativamente all’indirizzo politico dato dalla precedente amministrazione, invece, ritengo che su determinate cose occorre cambiare rotta se veramente vogliamo che il Comune funzioni tenendo in considerazione le risorse a disposizione. Vi è una macrostruttura approvata dal precedente governo e il sindaco è nelle condizioni di modificarla. Per adesso lavoreremo con l’impalcatura amministrativa messa in piedi dalla gestione Stancanelli. Ma in questo momento, che per noi è di rodaggio, è anche giusto essere messi nelle condizioni di conoscere quali sono i punti critici, quali sono gli ambiti in cui possiamo intervenire. Nel momento in cui avremo le idee chiare, ritengo che sia assolutamente prospettabile una modifica della macrostruttura.
Cosa ha in mente per i contrattisti?
Il programma di fabbisogno triennale del personale, che ho firmato e portato all’attenzione dei colleghi, è molto essenziale che poggia su 3 punti. Uno di questi, quello più importante per quanto mi riguarda, è il futuro dei Puc, dei contrattisti appunto: 188 unità dislocate in tutte le direzioni del Comune. Sono dei validissimi dipendenti e sono fondamentali. Sono stato a Palermo e ho incontrato l’assessore agli Enti locali e abbiamo ottenuto che il disegno di legge sulla proroga dei contratti Puc fino a dicembre 2013 non solo ha avuto corsia preferenziale, ma ipotrebbe approdare in aula prima delle ferie.
Pensa che il personale sia sufficiente?
Non escludo la possibilità che il nostro Comune possa raggiungere anche livelli di efficienza con meno dipendenti. Ci sono Comuni grandi quanto Catania che hanno raggiunto soglie invidiabili di efficienza anche con meno dipendenti rispetto a qualli che abbiamo noi. Certo, ci sono degli ambiti in cui dobbiamo lavorare per incrementare il personale, a iniziare ad esempio dalla Polizia Municipale.
Relativamente ai vigili urbani, come si organizzerà per garantire maggiore efficienza con il personale ridotto all’osso?
In generale sto incontrando e incontrerò tutte le parti, dai sindacati aai capi servizio, perchè voglio rendere conto di quelli che sono gli aspetti critici e di quello che, invece, funziona. Il Corpo è passato dalle 800 unità del 2000 a 500 unità, con un’età media di 55 anni. Ho trovato gli uomini fortemente stressati e pochissimo gratificati. E’ giusto chiedere il massimo, ma bisogna anche capire che il lavoro che fanno, a lungo andare, logora e li ha logorati: nonostante l’età molti sono sulla strada a garantire i servizi di viabilità, annonaria, antiabusivismo, sino ai contenziosi. Tutti gli uffici lavorano e in tutti c’è carenza di organico. Se riuscissi oggi a trovare delle risorse per potenziare l’organico del Comune di Catania, sicuramente un occhio di grande riguardo lo avrei per la Polizia municipale.
Dal momento che risorse non sembra ce ne siano, come pensa di agire per fare respirare il Corpo della Municipale?
Devo capire, innanzitutto, come mai nel 2011 sono stati restituiti 70 mila euro al Comune come straordinari. I nostri vigili sono stremati, lavorano su circa quattro turni. Nessun altro dipendente comunale lo fa. Perchè allora non utilizziamo lo straordinario per gratificarli? Per quanto riguarda le risorse esterne, ho trovato bloccato a Palerno un progetto che riguarda l’educazione stradale, per circa 340 mila euro. Non si conosce se questi fondi sonostati stanziati. Ho incontrato l’assessore Bertolotta che mi dirà se ci sono le condizioni per poterlo riavviare.
Attualmente, però, gli uomini a disposizione sono quelli che sono. Come si comporterà?
Noi dobbiamo rapportarci con le unità che abbiamo. Io posso garantire che nella mia segreteria non ci sarà alcun vigile urbano, perchè secondo me la Polizia municipale deve lavorare negli uffici di competenza e, se possibile, in strada per la viabilità. Vanno anche stimolate le collaborazioni. Non ne ho ancora parlato con il sindaco, ma gli chiederò di poter incontrare il commissario della Provincia Liotta, per studiare dei pattugliamenti congiunti tra le polizia municipale e provinciale soprattutto nelle arterie interessate al traffico estivo, come il vialle Kennedy.
Che rapporti terrà con le municipalità?
Noi ci scontriamo con una politica errata, promossa dalla precedente amministrazione che considerava le municipalità come dei rami secchi. Nei cinque anni di mandato di Stancanelli non erano considerate come il vero front office dell’amministrazione. siamo quindi all’anno zero. Le municipalità sono state ridotte, adesso bisogna riempirle di contenuti, applicando la legge regionale 22 del 2008, per cui il sindaco e il Consiglio comunale furono diffidati dalla Regione. Bisogna portare in aula la delibera per l’assegnazione delle deleghe, che prima dovranno essere stabilite. Ma se non diamo dotazione finanziaria e supporto diretto alle municipalità, il conferimento delle deleghe non serve a nulla.
Per quanto riguarda, invece, i rapporti con il cittadino?
Gradirei molto che i cittadini si abituassero a usare di più e meglio i centri servizi delle municipalità, dove abbiamo personale preparato e formato. Non ci sono gli strumenti, però, per questo è importante l’informatizzazione e studiare un progetto per mettere in rete tutto il Comune, che non lo è perchè ogni direzione rappresenta mondo a sè. Anche in questo caso, ci sono progetti che non sappiamo che fine abbiano fatto.Invece ho trovato solo il nulla.
Chi vede al posto suo come presidente del consiglio comunale?
I nomi in lizza sono tutti autorevoli. Quello che chiedo alla politica è di scegliere comunque qualcuno di esperienza, non solo politica, ma consiliare. Se non si conosce il funzionamento, una macchina così delicata può sfuggire di mano. Inoltre, se si vogliono ottenere risultati in questa città, il governo e il consiglio comunale devono collaborare. Sono certo che da parte dell’amministrazione Bianco ci sarà molto rispetto per il consiglio.
Un errore della passata amministrazione che spera di non fare?
Portare in aula atti amministrativi che non siano completi nel loro aspetto istruttorio e di non seguire la politica della gatta frettolosa. I progetti che riguardano i grandi temi della città devono essere frutto di una seria concertazione della politica, maggioranza e opposizione. Bisogna coivolgere tutti sui grandi temi.

