Condono, in arrivo 30 mila avvisi| Ma è scontro sul personale

Condono, in arrivo 30 mila avvisi| Ma è scontro sul personale

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Il dirigente lamenta la carenza di dipendenti. La replica: "Nessun disservizio".

Comune di Palermo
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3 min di lettura

PALERMO – Trentamila avvisi da spedire ai palermitani per ricordare loro che possono avvalersi della perizia giurata per il primo e secondo condono e un ufficio, quello di via Ausonia, che finisce al centro di uno scontro tutto interno al comune di Palermo. E’ incandescente il clima al Polo tecnico, il grande edificio nei pressi dello Stadio Barbera che ospita buona parte dei tecnici dell’amministrazione Orlando.

Il dirigente del Condono edilizio, Giovanni Galvano, a fine aprile, ha infatti scritto una lettera al sindaco e all’assessore e pure una mail al suo capoarea per lamentare il fatto che alcuni dipendenti siano stati tolti dalla sua ripartizione, impedendo così al Condono di poter fare il proprio lavoro. C’è da dire che il settore non è proprio dei più efficienti, visto che giacciono ancora 50 mila pratiche in attesa di essere lavorate.

Fino a marzo Galvano si occupava sia del Condono che del Controllo del territorio, ossia delle procedure di demolizione degli edifici abusivi. Ma su quest’ultimo ambito il Comune ha accumulato ritardi tali da indispettire perfino la Procura della Repubblica, con cui Palazzo delle Aquile aveva addirittura firmato un protocollo d’intesa. Da qui la decisione della giunta di scindere i due uffici, lasciando a Galvano il Condono (con declassamento economico) e affidando il Controllo del territorio al capo dell’area amministrativa Paolo Basile.

Ma la scissione degli uffici ha portato anche alla divisione dei dipendenti, che Galvano ha ritenuto non consona. “Il Controllo del territorio – scrive Galvano – passa a 24 unità, di cui 11 provenienti dal Condono. Ben si comprende come il Controllo del territorio debba essere aiutato, ma non si comprende come vada svantaggiato di pari passo l’altro ufficio piuttosto che sopperire in quota parte da altri uffici”. Insomma, Galvano rinfaccia lo spostamento di dipendenti che, in realtà però, erano incardinati nello staff del dirigente. “Invieremo i 30 mila avvisi per snellire le procedure – spiega Galvano a Livesicilia – ma serve il personale”.

“Non c’è nessun problema e nessun disservizio – replica il capo dell’area tecnica Mario Li Castri – ho verificato che, su 7 unità, 5 erano effettivamente necessarie al Condono e pertanto, in vista della ripresa del ricevimento del pubblico, le abbiamo riassegnate”. Nessun commento da parte di Basile, fuori città per ferie.

Ma Giulio Tantillo (Fi) va all’attacco: “L’azzeramento delle pratiche del Condono era uno degli obiettivi del programma del sindaco, depotenziando l’ufficio invece si crea un disservizio. Ci preme, come consiglieri, che il servizio sia efficiente nell’interesse dei palermitani. Il dirigente ci dice che stanno arrivando 30 mila lettere e il rischio è che i punti chiave dell’ufficio restino sguarniti. Ci auguriamo che la vicenda possa risolversi al più presto, il Controllo del territorio va potenziato ma non bisogna farlo a scapito di un altro settore. Il Condono resta strategico”.

“Ho voluto imprimere un passo diverso dando maggiore responsabilità al capo dell’area amministrativa – rassicura però l’assessore Emilio Arcuri, commentando la scelta di dividere l’ufficio – così da consentire a Galvano di spendere le proprie energie sul Condono. Non mi occupo dei trasferimenti come fanno alcuni, ma del funzionamento dei servizi e della risoluzione dei problemi”.

“Lunedì prossimo incontreremo Arcuri, Galvano, Basile e Li Castri per ragionare sulle priorità che l’amministrazione vuole tenere in considerazione – dice il presidente della commissione Urbanistica Alberto Mangano – il problema non è se si svuota un ufficio o se ne riempie un altro, ma se si vuole far fronte ad alcuni obiettivi già posti dall’amministrazione, come l’esaurimento delle pratiche del Condono. Vogliamo capire se l’operazione è coerente con gli obiettivi che l’amministrazione si è data. Il problema non sono i dipendenti, di cui noi non ci occupiamo, ma i servizi e gli obiettivi”.

 

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