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Il Corriere a Palermo | La città in ‘prima pagina’

Una foto della manifestazione

La manifestazione "il bello dell'Italia" fa tappa in Sicilia.

L'INIZIATIVA
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Il coro delle voci bianche del Teatro Massimo

PALERMO – “Il Bello dell’Italia”, la grande inchiesta itinerante del Corriere della Sera, ha celebrato Palermo con una giornata di incontri, tavole rotonde, workshop, esibizioni e un talk show. Sul palco del cinema De Seta ai Cantieri Culturali della Zisa spazio allo spettacolo, alla riflessione e ai buoni propositi per il futuro in vista delle sfide che vedranno Palermo protagonista come “Capitale della Cultura” e cornice di “Manifesta”. Un banco di  prova e verifica del tanto decantato e auspicato cambiamento culturale.

 

Alessandro Cannavò e Felice Cavallaro

“Palermo sta lavorando nel senso della rinascita, i riconoscimenti che ha meritato, come il fatto di essere Capitale della cultura, è un punto di partenza – commenta Alessandro Cannavò del Corriere della Sera – una grande sfida che la vedrà impegnata nella gestione di sette milioni di euro, comprese le risorse dell’indotto. L’evento di oggi è un momento di spettacolo, in primo piano i giovani e le scuole. Perché se di cambiamento e di rinascita si deve parlare è proprio dalle scuole che si deve partire. E’ la cultura la vera arma per combattere la mafia. L’idea di fondo che ha animato quest’iniziativa è che bisogna sì denunciare quando c’è la necessità di farlo, ma anche raccontare ai nostri lettori un’altra realtà, comunicare ciò che c’è di positivo.”

Il bello è finito, è il caso di dire, in prima pagina. Così Federico De Rosa ha commentato nel suo editoriale la bellezza del patrimonio enogastronomico di Palermo, raccontando la storia della cassata al forno divenuta “siciliana” e della pasta reale. Ed ancora, celebrando il cioccolato di Modica. Il tour de force sul bello ha coinvolto gli studenti dei licei Umberto I e Salvemini.

Spazio anche al teatro. Dopo l’esibizione del coro Arcobaleno delle voci bianche del Teatro Massimo, l’intervista al sovrintendente Francesco Giambrone. ”Avere messo in piedi un coro come questo e averlo fatto diventare il fiore all’occhiello del teatro, è davvero il futuro – commenta il sovrintendente -. Uno degli obiettivi da perseguire è quello di rendere il teatro una comunità, anche da portare fuori. Com’è accaduto quando abbiamo preso un tir e l’abbiamo trasformato in palcoscenico, andando allo Zen, all’Albergheria e nella piazza di Cinisi, portando in scena una riduzione del Barbiere di Siviglia. Il teatro è andato verso la gente, ed è diventato un teatro popolare come l’opera dovrebbe essere”.

Al talk show hanno partecipato il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, l’assessore alla cultura Andrea Cusumano, quello alle politiche Sociali Agnese Ciulla e il direttore di Manifesta Roberto Albergoni. A condurre i due giornalisti del Corriere, Felice Cavallaro e Alessandro Cannavò. “La biennale d’arte contemporanea Manifesta, e il suo essere nomade, le dà la capacità di rigenerarsi ad ogni nuova edizione – commenta Albergoni – Il suo successo non lo vedremo nel 2018, lo vedremo a partire dal 2019 quando Manifesta andrà via e si cercherà di capire cosa sia riuscita a stimolare e a cambiare.”

“I riconoscimenti che sono stati attribuiti alla città di Palermo – spiega Orlando – come Capitale dei giovani, Patrimonio Unesco e Manifesta, ci aiutano a riflettere sulle nostre vere potenzialità, e a ritrovare la nostra autostima, che è stata sempre bassa”.

Alla manifestazione sono stati invitati alcuni tra gli artisti più rappresentativi del territorio palermitano: gli attori Mimmo Cuticchio, Paolo Briguglia, Lollo Franco e Salvo Piparo, la drammaturga Beatrice Monroy, la fotografa Letizia Battaglia, i registi Roberto Andò ed Emma Dante. A rappresentare l’Università di Palermo il rettore Fabrizio Micari, e tra gli imprenditori Ugo Parodi Giusino, fondatore di Mosaicoon. Durante la giornata anche una sessione di pittura dal vivo con l’artista Antonello Blandi.

“Il Corriere della Sera dopo aver raccontato una Palermo zeppa di problemi accende l’attenzione sul bello dell’Italia. Lo fa con un tour per raccontare il meglio del Paese. Quest’anno il giornale ha scelto sei tappe, tra cui spicca Palermo. con un titolo che non a caso è ‘crocevia delle culture’”, conclude il giornalista Felice Cavallaro, storica firma del quotidiano di via Solferino.

 

 


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Commenti

    Il bello di Palermo certo i MONUMENTI,i DOLCI,il GELATO, il MARE, SANTA ROSALIA,i ROSANERO(questo anno un po’ meno belli…ahime’)
    Ma tutte queste bellezze nel mezzo di degrado palazzi cadenti asfalto gruviera traffico infernale disoccupazzione dilagante, criminalita’ feroce ,cantieri eterni, c’e’ da mettersi le mani nei capelli per chi vive Palermo ogni giorno un inferno senza regole.

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