Diventa un vero mistero la storia di Giampaolo Guadalupi, il parà italiano di 26 anni “salvo” dall’attentato di Kabul a causa di un malore. Dopo il racconto di una parente, che ha parlato di “disturbi gastrici” provvidenziali, arriva la smentita del padre del militare: “Mio figlio – racconta – non è nemmeno a Kabul, ma a Herat”.
Stamattina, una signora di nome Silvana, che si è presentata come una parente del ragazzo, intervenendo alla trasmissione di Radiodue “Il ruggito del coniglio” ha raccontato: “La notte precedente al giorno dell’attentato Giampaolo si è sentito male, ha avuto dei problemi gastrici. Ha detto al suo comandante che non si sentiva bene ed è stato sostituito”.
Nel pomeriggio, la smentita del padre, come raccontato da lasiciliaweb che cita l’Ansa: “”Mio figlio – ha detto – si trova ad Herat e non a Kabul. L’ho sentito ieri, sta bene e non poteva essere sul luogo dell’attentato perché si trova in un’altra città”.
Guadalupi, ispettore di polizia in pensione, smentisce di avere una parente di nome Silvana. “Mio figlio conosceva i militari morti – aggiunge – perché erano nella sua stessa caserma a Siena. I sei ragazzi sono partiti a maggio, mio figlio a luglio ed è stato destinato ad Herat insieme ad alcuni colleghi spagnoli. Poco fa – conclude- Giampaolo mi ha mandato un Sms per dirmi che appena troverà il modo di connettersi ad internet mi chiamerà”.
