Crisi Cmc, cantieri a rischio| La protesta di lavoratori e creditori

Crisi Cmc, cantieri a rischio| La protesta di lavoratori e creditori

Commenti

    Le imprese siciliane non sacrificheranno la loro vita per permettere ad un cooperativa rossa di sopravvivere. SICILIA INSORGI!

    Incompiuto il raddoppio del trenino per l’aeroporto di Punta Raisi (scavo fermo sotto via Bernava da 10 anni), incompiuta la metropolitana di Catania (scavi fermi da due anni) … incompiuto l’anello (anello??) ferroviario del trenino avanti/indietro di via Crispi/Amari (allagamenti e scavi fermi da sempre) … il fatto è che se gli extra (…) superano il doppio del costo dell’opera… e nessuno vuole collaudare le opere…

    Non esiste solo la cooperativa rossa CMC di Ravenna, anche se bisogna per forza metterla in evidenza perchè politicamente vicina al PD, ma abbiamo la seconda e la terza delle imprese di costruzioni nazionali (Astaldi e Società Italiana per Condotte d’Acqua) ma soprattutto la catanese Tecnis (impegnata nei lavori dell’anello ferroviario palermitano) che sono in amministrazione straordinaria per non dire vicine al fallimento. Negli Stati Uniti si è usciti dalla grande depressione dei primi anni 30 grazie ad un gigantesco programma di opere pubbliche voluto dal presidente Roosevelt, perchè in Italia questo settore viene invece osteggiato?…..

    ma puo’ essere mai che tutte le aziende che effettuano lavori in sicilia falliscono? ricordiamoci anche quella che doveva costruire il sottovia in via regione all’altezza di via perpignano . Qualcosa non quadra!!!

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Siamo abituati agli schiaffi salutari che la chiesa cattolica propone ai politici locali al governo, politici che per altro da sempre millantano appartenenze cattoliche, meno frequenti e forse altrettanto salutari sono le domande che la chiesa dovrebbe farsi sulla propria di presenza, sia in termini di servizi che un tempo erano capillari, mi riferisco a salesiani e vincenziani per esempio, sia ad un certo modo di vivere le fede in luoghi dove alla sobrietà che ti aspetti da una presunta povertà si oppone una ostentazione di ricchezza arrogante e pacchiana che non si capisce cosa abbia a che fare con il messaggio di Cristo. Per farla breve oltre ai servizi pubblici ormai totalmente assenti o rassegnati si associa una chiesa, che da quanto visto in questi giorni sembra affollare più i quartieri bene che le periferie e che in luoghi come lo zen e brancaccio sembra più un oggetto da vandalizzare come una qualsiasi panchina, tranne quando serve ad un video di matrimoni, battesimi etc. Ci dica la Curia cosa ha in campo allora, oltre alle critiche sacrosante ma anche facili, ai politici e alla classe dirigente locale che in gran parte si dice appunto cattolica

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