GELA (CALTANISSETTA) – Il Presidente della Regione Rosario Crocetta oggi a Gela per parlare di incentivi economici legati al turismo dell’Isola, risponde ai cronisti che gli chiedono come il governo intende affrontare il blocco occupazionale dei lavoratori della Raffineria e dell’indotto. Gli operai stanno protestando davanti ai cancelli dopo il dietrofront della raffineria che dice no all’investimento dei settecento milioni di euro, più volte annunciato. “Fanno bene a protestare – dice il Governatore -. Oggi stesso andrò a trovarli. L’Eni non rispetta i patti. Il governo ha risolto i problemi legati agli aspetti burocratici sulla questione delle autorizzazioni ambientali. Ho sentito proprio oggi il vice ministro Vincenti e gli ho espresso le preoccupazioni del governo regionale che sono certamente condivise dal governo nazionale. Per questo mercoledì sarò a Roma alla presidenza del consiglio per discutere della situazione attuale – aggiunge -. Non possiamo pensare che l’Eni faccia da padrone e sprema il territorio, lo distrugga, lo annienti e poi se ne vada. Vogliamo che si riprendano gli investimenti e si potenzino quelli legati alla tutela dell’ambiente. Non possiamo permettere che ci rubino il petrolio per farlo lavorare altrove”.
Crocetta parla poi del fenomeno dell’immigrazione alla luce degli ultimi sbarchi. “Ne ho parlato con il ministro Alfano. Credo che bisogna trovare misure risarcitorie per i comuni in cui si registrano gli sbarchi perché ne ricevono dei danni. Anche la regione – continua l’ex sindaco di Gela – sta predisponendo piccoli capitoli di spesa per Porti Empedocle, Augusta, Pozzallo e Lampedusa. Non sono grandi cifre ma sono soldi che possono tornare utili alle città. Una vicenda terribile è quella dei minori non accompagnati perché i comuni non si possono fare carico di loro fino a che diventano maggiorenni. La regione – chiarisce Crocetta – sta cercando misure attraverso la finanziaria perché si aiutino i centri di accoglienza. Lo stato ci dia risorse. Siamo la porta d’Europa. Ma l’immigrazione non è un problema siciliano”. Il Governatore parla poi dell’operazione Mare Nostrum. “Non va fermata. Devono essere riviste le procedure di asilo. Se l’asilo si potesse chiedere nella ambasciate d’origine si avrebbero flussi controllati e distribuiti tra i vari paesi europei”.
Per il sindaco di Gela, Angelo Fasulo, “bloccare gli investimenti significa bloccare di fatto il processo di riqualificazione e di rilancio che si pensava di avviare a Gela”. Per Fasulo “l’Eni sa bene che esistono degli accordi già siglati che vanno rispettati e che pertanto non consentiremo l’abbandono indiscriminato del territorio perché non vogliamo essere una nuova Termini Imerese”. “L’Eni – ha aggiunto Fasulo – ci dica quali sono le sue reali intenzioni, noi saremo pronti ad affrontare qualsiasi tipo di cambiamento, ma sempre nel rispetto degli accordi presi e, soprattutto, nel rispetto della dignità dei lavoratori e delle loro famiglie”.
*Aggiornamento ore 20.33
Crocetta si è recato tra i lavoratori del Petrolchimico in lotta, fermandosi a uno dei picchetti che presidiano le vie di accesso allo stabilimento, a ridosso del lungomare. Gli operai lo hanno accolto con un lungo applauso e gridando: “Ro-sa-rio, Ro-sa-rio”. Crocetta ha garantito il proprio sostegno promettendo il massimo impegno nella difficile vertenza, fino a minacciare la revoca delle concessioni di sfruttamento dei giacimenti siciliani di gas e di petrolio. “Ma che si sono messi in testa i signori dell’Eni? Pensano che possono fare quello che vogliono? State tranquilli che qui ‘non si babbìa’ (non si scherza, ndr); anzi, se continuano così gli chiudo i pozzi di petrolio e li riportiamo a più miti consigli. Devono rispettare gli impegni assunti e risolvere le difficoltà nei poli industriali di Gela, del Siracusano e di Milazzo”.

