PALERMO – Un no secco a chi chiede l’azzeramento della sua giunta e una stilettata alle imprese sulla querelle relativa al pagamento del mutuo con le addizionali Irpef e Irap. Il presidente della Regione, Rosario Crocetta, arriva al forum “Sicilia – Tunisia, potenzialità di sviluppo e collaborazione”, in corso a Palermo, e dice la sua sui temi del momento. “Azzeramento della giunta? Non se ne parla – dice -. Si azzera per fare un nuovo governo, e in quel caso serve un nuovo presidente”.
All’incontro avrebbe dovuto prendere parte anche il presidente di Confindustria Sicilia, Antonello Montante, critico con la scelta del governo di congelare le addizionali Irpef e Irap, ai livelli massimi in Sicilia, per garantire il mutuo da un miliardo di euro con cui pagare i debiti accumulati dalla pubblica amministrazione.Montante a Villa Malfitano non si è visto: “Le imprese sono contro il mutuo pagato con le addizionali Irpef e Irap? Loro vogliono la botte piena e la moglie ubriaca – afferma il governatore -. Vogliono bilanci in ordine e allo stesso tempo ci dicono che non vanno aumentate le tasse. Intervenire con la spending review per pagare il mutuo? Vanno programmati gli interventi di riduzione della spesa. Nemmeno io voglio tenere alte le tasse per i prossimi trent’anni…”.
Il presidente appare un po’ più nervoso del solito. Le ore, del resto, sono caldissime. E l’agenda è fitta di impegni importanti. Prima della seduta dell’Ars che prevede proprio la discussione del mega-mutuo, infatti, Crocetta dovrà incontrare i suoi alleati. Alcuni di loro lo attendevano a Palazzo d’Orleans già da metà mattinata. “Non ho nessuna intenzione – anticipa però il governatore – di azzerare la giunta. Non capisco perché il ‘metodo Renzi’ vada applicato solo a Renzi. Qui il problema non è azzerare o meno, semmai riguarda la necessità di rilanciare l’economia siciliana. Un’economia danneggiata dai governi passati che hanno portato la Regione verso il dissesto”.
Ma proprio sul tema del rilancio economico e soprattutto del futuro delle imprese siciliane, come detto, nei giorni scorsi è stata molto dura la presa di posizione della Confindustria siciliana, tra gli sonsor della prima ora del governatore. Secondo gli industriali siciliani, sarebbe un errore sostenere i costi del mutuo attraverso il mantenimento ai livelli massimi di Irpef e Irap. “Le imprese – ha replicato Crocetta – si lamentano sempre. Chiedono alle pubbliche amministrazioni rigore nei bilanci, ma attraverso tagli che riguardano sempre gli altri. Vorrei ricordare – ha aggiunto il governatore – che a giugno scorso mi sono rifiutato di fare quello che ci chiedeva il Ministero dell’Economia: cioè aumentare l’Irpef. Allora iniziammo una trattativa per fare in modo che il ‘buco’ da riempire fosse colmato con i risparmi nel settore della Sanità”.
Ma il presidente appare accerchiato. Tra più “fuochi”. La politica, le forze sociali, il Commissario dello Stato. “Aronica – spiega infatti – pretende che ogni nuovo risparmio confluisca nel Fondo rischi sui residui attivi. Come facciamo oggi a pensare di ridurre le entrate, se proprio questo argomento è stato oggetto dell’impugnativa? Le imprese non possono volere la botte piena e la moglie ubriaca. Certamente, però, – aggiunge Crocetta – in questi due anni possiamo programmare un’azione di profonda spending review che ci possa consentire di abbattere le tasse dal 2017 in poi. Purtroppo, la situazione di emergenza nella quale ci siamo trovati ci ha costretto a prendere determinate decisioni. Non abbiamo la bacchetta magica”.
Il presidente, però, vuole rivendicare quanto già fatto: “Abbiamo cacciato 85 Pip che prendevano il sussidio senza averne diritto, abbiamo risparmiato 8 milioni sulle spese per i dirigenti, 40 milioni proprio sui precari, decine di milioni sulle assicurazioni nella Sanità. Sono pronto a fare un dibattito pubblico, con tanto di slide. Come Renzi? Mica le ha inventare lui… Confindustria punta l’indice contro i burocrati? Noi – prosegue Crocetta – abbiamo operato la più ampia rotazione che sia mai avvenuta alla Regione”. E a far discutere, in questi giorni, la condanna della Corte dei Conti piovuta sul più alto dei burocrati, Patrizia Monterosso: “Se non sbaglio – dice Crocetta – siamo ancora in uno stato garantista. Uno Stato dove persino chi è in carcere con accuse pesanti, in aluni casi viene santificato. Per il danno erariale è previsto un meccanismo molto semplice: col risarcimento, c’è l’estinzione. E poi, quei soldi – concude il governatore – sono pur sempre andati ai lavoratori”.

