L'accordo sui 500 milioni | Pioggia di critiche su Crocetta

L’accordo sui 500 milioni | Pioggia di critiche su Crocetta

Musumeci: "Venderebbe cappotti a ferragosto". Savona: "Un disastro". Pogliese: "Un'estorsione".

Le opposizioni all'attacco
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PALERMO- “Crocetta sarebbe capace di vendere cento cappotti di lana il giorno di Ferragosto. Riesce a trasformare in un successo quella che è una sciagura per le finanze della Regione”. È quanto dichiara l’esponente dell’Opposizione all’Ars, Nello Musumeci, in merito all’accordo siglato fra il governo regionale e quello nazionale. “L’accredito dei cinquecento milioni alla Sicilia da parte di Renzi – prosegue Musumeci – non è un regalo, ma un atto dovuto, con l’aggravante che per i prossimi anni faranno sputare sangue ai Siciliani, perché, di fatto, ciò comporterà la rinuncia a qualunque prerogativa finanziaria prevista dallo Statuto”. “Di fronte a questo ennesimo bluff – conclude –, Crocetta ha il dovere di venire in Aula e dire al Parlamento con quali poteri ha ritenuto di svendere la dignità dell’Istituzione al tavolo del predatore Renzi. Se non siamo al collasso finanziario, poco ci manca”.

In merito alla firma dell’accordo tra il Governo della Regione ed il Governo Nazionale, il deputato di Forza Italia Riccardo Savona, componente della Commissione Bilancio dell’Assemblea Regionale Siciliana ha dichiarato: “L’accordo siglato con lo Stato che è stato reso pubblico solamente oggi, viola ed offende l’Autonomia Siciliana, il Parlamento ed ogni singolo siciliano. E’ grave leggere toni trionfalistici da parte di un Presidente della Regione che, firmando quell’accordo senza l’autorizzazione del Parlamento, si è macchiato di alto tradimento nei riguardi del Popolo Siciliano. Aver rinunziato ai ricorsi ed ai contenziosi con lo Stato – molti dei quali già vinti – ha determinato e determinerà un impoverimento strutturale dell’Isola e della sua capacità di interlocuzione con lo Stato. Non mi meraviglia che l’Assessore Baccei abbia lavorato per una famelica azione del Governo centrale, mi fa specie che i colleghi deputati in Giunta abbiano rinunziato alle proprie facoltà di pensiero pur di mantenere uno strapuntino al Governo. Farò in modo che la Commissione Bilancio convochi il Presidente della Regione affinché illustri e motivi personalmente i tratti oscuri di un accordo esiziale per la nostra Isola e la nostra storia”.

“È un ‘cavallo di ritorno’. Né più né meno. Lo storico accordo, tanto acclamato, sottoscritto da Crocetta con il governo Renzi per far ottenere alla Sicilia 500 milioni è la più classica delle estorsioni: il pagamento di un riscatto da parte di chi ha subito un furto per riottenere ciò che è stato rubato.”. Così Salvo Pogliese, parlamentare europeo di Forza Italia, commenta la firma dell’accordo tra Crocetta e Roma che ha dato il via libera ai 500 milioni ancora bloccati nella finanziaria regionale. “Con questo mirabolante accordo, che ha sancito il diritto della Sicilia di riavere indietro soldi propri, Crocetta ha svenduto, con tanto di pacco regalo e fiocco rosso, l’autonomia della nostra Regione rinunciando ai ricorsi contro lo Stato dinanzi alla Corte costituzionale, ed ha soprattutto condannato i siciliani a subire pesantissimi tagli in tutti i settori pari a 500 milioni ogni anno. Questo ‘mefistofelico’ accordo firmato da Crocetta – conclude Pogliese – costituisce la pietra tombale posta sull’autonomia siciliana e sulla Sicilia.”.

‘Il governatore della Sicilia Crocetta e l’assessore all’Economia Alessandro Baccei, finalmente insieme dopo mesi di litigi per una recita teatrale, per raccontare ai siciliani una bufala, ossia quella di un accordo capestro con lo Stato sulle entrare del valore complessivo di un miliardo e 685 mila euro all’anno”. Lo dichiara Saverio Romano (Ala).

“In realtà il nulla osta del Consiglio dei ministri al disegno di legge sugli enti locali – prosegue Romano – é il riconoscimento formale di una sconfitta per la nostra Regione, che si vede ridurre drasticamente le risorse che le spettano e che rinuncia al contenzioso con lo Stato per una cifra ben al di sotto di quella legittimamente dovutagli e al ritiro dei ricorsi. Crocetta parla di ‘intesa storica’ quando la realtà é quella di una svendita vera e propria, di una sconfitta politica sua e del suo governo, che non alcun potere contrattuale perché non ha alcuna autorevolezza. Quello che lo Stato concede é ben al di sotto di quanto alla Regione serve per provvedere alla erogazione di servizi essenziali, figuriamoci per la spesa relativa a sviluppo e investimenti. Crocetta e il suo governo inoltre non hanno avviato alcuna riqualificazione della spesa né avviato alcun piano di sviluppo. Una vera e propria elemosina quella concessa dal governo nazionale a Crocetta e a Baccei, e si tratta di soldi della Sicilia che i medesimi si sono fatti scippare senza nemmeno reagire. Una elemosina spacciata per accordo, una cifra risibile concessa a condizioni di una ristrutturazione della spesa già impossibile perche’ vincolata. Un flop vero e proprio che graverà sui siciliani per i prossimi decenni e che impedirà il regolare funzionamento della macchina regionale. Il presidente della Regione, senza alcun peso politico e alcuna prospettiva politica, pur di rimanere in sella, accetta le condizioni di Roma, senza battere ciglio, perché non ha alcuna credibilità e nessuna idea di governo della nostra Regione”.

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