Cuffaro resta agli arresti domiciliari, respinto il ricorso della difesa

Cuffaro resta agli arresti domiciliari, respinto il ricorso della difesa

Totò Cuffaro il giorno dell'interrogatorio preventivo
Confermata la misura interdittiva per Vito Raso

PALERMO – Totò Cuffaro resta agli arresti domiciliari. Il tribunale del Riesame presieduto da Simona Di Maida ha respinto il ricorso della difesa.

Gli avvocati dell’ex presidente della Regione, Giovanni Di Benedetto e Marcello Montalbano, chiedevano la revoca della misura cautelare decisa dal giudice per le indagini preliminari per la presunta corruzione nell’ambito del concorso per operatore socio-sanitario “pilotato” all’ospedale Villa Sofia.

Il concorso “pilotato”

Cuffaro è stato intercettato a casa mentre consegnava ad una candidata le tracce del concorso per la stabilizzazione. Il medico Antonio Iacono (nei giorni scorsi ha ottenuto la revoca dei domiciliari, ma gli è stata imposta una misura interdittiva perché il quadro probatorio resta confermato), presidente della commissione esaminatrice, avrebbe consegnato in un bar le tracce a Vito Raso, da sempre legato a Totò Cuffaro, che le avrebbe fatte avere al segretario della Democrazia Cristiana. Anche per Raso il ricorso è stato respinto ed è stata confermata la misura interdittiva. Per entrambi le motivazioni del provvedimento si conosceranno fra 45 giorni.

Patto corruttivo

L’episodio, secondo la Procura della Repubblica diretta da Maurizio de Lucia, farebbe parte di un patto corruttivo più ampio che prevedeva anche la nomina a manager dell’ospedale di Roberto Colletti. Per quest’ultimo il Tribunale del Riesame nei giorni scorsi ha respinto l’istanza di revoca dei domiciliari.

Colletti, che è stato successivamente ricoverato per gravi problemi di salute, avrebbe agevolato Cuffaro in cambio del suo appoggio per la nomina a manager.

Nel ricorso la difesa di Cuffaro contestava anche l’ipotesi del traffico di influenze nella vicenda dell’appalto bandito dall’Asp di Siracusa.

L’appello della Procura

La Procura ha presentato separatamente appello – udienza fissata il 2 febbraio – ad un altro Tribunale del Riesame per chiedere di applicare gli arresti domiciliari a Cuffaro e a tutti gli altri indagati anche per l’appalto dell’Asp di Siracusa, la presunta corruzione legata alle commesse del Consorzio di Bonifica per la Sicilia occidentale e per l’associazione a delinquere (il cosiddetto “sistema Cuffaro“).

Sono i punti respinti dal Giudice per le indagini preliminari dopo gli interrogatori preventivi di metà novembre o solo parzialmente accolti come nel caso dell’Asp di Siracusa per cui la corruzione è stata riqualificata in traffico di influenze.


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